Totti e Del Piero, i Capitani

Insieme nello spot del nuovo film della Marvel "Captain America: Brave New World", Totti e Del Piero, tra un palleggio e una gag, confermano di essere dei fuoriclasse

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"Capitani, bandiere, numeri 10" il murales di Drugi con Totti e Del Piero

Sarà pur passato qualche anno dal loro addio al calcio giocato, con le famose scarpe con i tacchetti appese al chiodo, ma due come Francesco Totti e Alessandro Del Piero, inutile dirlo, fanno sempre notizia ed emanano quel appeal che non tutti gli ex giocatori riescono a trasmettere.

Da giovani e poi affermati fuoriclasse del rettangolo verde, a cinquantenni (o quasi, nel caso del Pupone) che mantengono viva l’autoironia e quella leggerezza mai banale che costituisce la cura allo scorrere del tempo.

E così, i due amici, perché lo sono realmente, sono diventati i divertenti protagonisti dello spot promozionale del nuovissimo film della Marvel “Captain America: Brave New World”, uscito il 12 febbraio.

Battuta ad hoc studiata per Totti, campione di autoironia, qualche inevitabile papera, un’occhiata d’intesa, una corsa a due tra palleggi e lanci lunghi, fino ad arrivare all’interno dell’Olimpico e trovare il vero CAPITANO, Capitan America, interpretato da Anthony Mackie.

Un siparietto originale, uno spot ad effetto e l’ennesimo, riuscitissimo tentativo, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, di farci amare smisuratamente questi due autentici signori del pallone.

Che sia lo spot di un’acqua o di una compagnia telefonica, una barzelletta o un’ospitata in tv, Totti e Del Piero non passano, e non possono passare inosservati.

Roma e Juventus le loro seconde mamme, un pezzo consistente di storia passato a calcare i campi, ad essere osannati dai tifosi, a macinare km, a conquistare vittorie e trofei ma anche ad affrontare cadute e delusioni, come vita impone.

Ed anche il dualismo Totti-Del Piero, come nella migliore tradizione sportiva in generale, ancora cattura l’attenzione degli appassionati, indipendentemente dal tifo per una squadra o per un’altra.

Tra i grandi del calcio non si può non inserirli; poi se pensi ad un uccellino parlante ti viene in mente l’uno, mentre l’altro, con un candore e una “normalità” simpaticamente sconcertante, ti strappa una risata sulla battuta finale di una barzelletta.

Il sale della vita, l’autoironia, il sapersi prendere intelligentemente in giro, mettersi in gioco pure senza calzoncini e scarpette.

E tante testimonianze anche social, sviscerano una bella intesa, atta non solo a ricordare quello che è stato, quello che loro sono stati, quello che ancora rappresentano per chi li ama … Come Maradona, Pelè, Cruijff, Baggio, Ronaldo (sceglietene uno a piacere), Messi, solo per citarne davvero pochi.

Ma la nostra generazione, quella in cui nel mezzo c’è stato il Mondiale 2006, che li ha visti giocare e trionfare insieme in Germania, non può non annoverarli nella collezione dei personali “supereroi“.

Un po’ come oggi, momento in cui si sono divertiti a fare I CAPITANI al cospetto di uno che Capitano e Supereroe lo ha fatto davvero in un film.

Perciò gli anni passano per tutti ma chi è stato un grande, resta un grande anche se oggi riesce a mettersi in gioco con ironia senza cadere e scadere nel banale.

Del resto, stiamo parlando o no di fuoriclasse, per cui… what else?

Simona Cannaò