Se il detto “buon sangue non mente” è vero, allora per i figli d’arte si aprono interessanti prospettive per seguire le orme “di papà”.
Il sogno di ogni ragazzo che ha un padre famoso e di talento è quello di poter essere all’altezza del nome che porta… e cercare anche di fare meglio. Forse l’obiettivo è anche dimostrare di essere di più del “il figlio di”. È anche vero che non sempre il talento è una questione di eredità. Non è però il caso di questi giovani calciatori che, sulla scia dei loro illustri padri, si sono creati un posticino di tutto rispetto nel mondo del calcio. Vediamo i più famosi.
George Weah Junior di 27 anni, il figlio dell’ex-attaccante del Milan ha conquistato la prima convocazione dalla nazionale della Liberia per affrontare il Togo. Il “piccolo Weah” ha cominciato la carriera nelle giovanili del Milan e si è poi trasferito in Svizzera e successivamente in Grecia. Il secondogenito Timothy, classe 2000, non è da meno e fa sognare la Juventus con le sue giocate.
Ianis Hagi, figlio di Gheorghe Hagi, fuoriclasse rumeno, è stato ingaggiato appena 16enne dalla Fiorentina. Il ragazzo mostra evidenti segni della classe del papà e ha debuttato nel campionato rumeno proprio sotto la direzione dello stesso Gheorghe. Nessun favoritismo, solo una questione di talento. Adesso il ragazzo gioca in Scozia, nei Rangers
L’attaccante croato Duje Cop invece, ora alla Lokomotiva Zagabria, è infatti riuscito laddove aveva fallito il padre Davor, ovvero segnare in Serie A, dove ha disputato un paio di stagione con il Cagliari.
Anche Daniele Conti ha sposato fin da giovanissimo la causa del Cagliari. Il figlio del grande Bruno Conti ha “tradito” il padre, giallorosso da sempre. L’addio di Daniele al club sardo è arrivato dopo ben 16 anni. Una bandiera.
Destino diverso da quello del padre anche per Ignazio Abate. Figlio di Beniamino, portiere di riserva dell’Inter dal 1991 al 1994, Abate junior ha scelto la sponda opposta del naviglio, destinazione Milan.
Divertenti i casi del destino, quando papà i gol doveva evitarli mentre il figlio deve segnarli. Mattia Destro, figlio del difensore Flavio Destro, si è messo in luce per il suo talento nel segnare i gol, tant’è che è stato subito ingaggiato da grandi squadre: la Roma prima, il Milan poi.
È la Reggina ad accomunare Armando ed Emmanuel Cascione. Tutti e due hanno iniziato con la casacca della squadra calabrese, ma Emmanuel ha “scalato” l’Italia giungendo a Cesena, dove ha giocato come centrocampista. Il papà ha collezionato 33 partite in Serie A e due reti, traguardi ampiamente superati dal figlio Emmanuel.
Milan e Genoa nel destino della famiglia Antonelli: il papà “Dustin”, così soprannominato per la somiglianza con l’attore Dustin Hoffman, dopo l’esordio al Monza ha vestito la maglia rossonera dal 1977 al 1982, per poi passare in rossoblù. Percorso inverso per Luca, cresciuto nel vivaio rossonero e poi divenuto capitano del Grifone prima di ritornare nel Milan.
C’è anche chi sceglie proprio il ruolo di papà. È il caso di Simone Benedetti, difensore centrale come suo papà Silvano. Simone ha esordito in Serie A con il Cagliari mentre Silvano ha giocato a lungo nel Torino, tra Serie A e Serie B, vivendo la favola della finale europea nel 1992, prima di essere acquistato dalla Roma.
Decisamente più celebre il caso di Peter Schmeichel e di suo figlio Kasper, due generazioni di portieri a difendere i pali della nazionale danese. Papà Peter è stato nominato più volte miglior portiere della Premier League, dove ha vestito la maglia del Manchester United negli anni ‘90. Ugualmente blasonata la carriera di Kasper, portiere del Leicester dei miracoli.
Anche Federico Chiesa è un attaccante come suo papà Enrico. Il Chiesa più grande è diventato un simbolo della Fiorentina e si pensava che Federico potesse seguire le sue orme. Dopo un inizio glorioso con la Viola (forse più brillante di quello di suo padre), il ragazzo ha deciso di approdare alla Juventus. Fermato troppo spesso dagli infortuni ma dal talento cristallino, Federico ha ricominciato dal Liverpool. Papà Enrico è stato il primo a consigliargli di partire alla volta dell’Inghilterra.
Fa sorridere anche la storia di Giovanni e Giuliano Simeone. Il primo è stato soprannominato “Cholito”, proprio a sottolineare la sua parentela con papà Diego. Da quando è un attaccante del Napoli rischia di ritrovarsi sempre suo padre, coach dell’Atletico Madrid, come avversario nelle coppe europee. Rischio decisamente sventato da Giuliano, classe 2002, che invece ha papà Diego come allenatore all’Atletico.
La nostra Serie A è sempre più piena di figli d’arte. Potrà sicuramente essere fiero dei suoi ragazzi il grande Lilian Thuram, celebre papà di Marcus e Khéphren. Il più grande si è fatto conoscere a suon di gol tra le fila dell’Inter mentre il più piccolo ha seguito le orme del padre alla Juventus, dove sono curiosi del suo rendimento.
Spesso e volentieri l’eredità è pesante, lo sa bene Paolo Maldini, diventato una bandiera del Milan proprio come suo padre Cesare. Adesso è il turno di Daniel, il suo secondogenito, perché il primo figlio Christian ha capito dopo un po’ che il calcio non faceva per lui. Nonostante abbia iniziato nelle giovanili del Milan, Daniel si è messo in mostra altrove e ha cercato la sua strada al Monza.
Come detto all’inizio, spesso i figli sono in grado di superare le imprese dei padri. Tutti conoscono Thiago Alcántara e suo fratello Rafinha, gioielli del centrocampo forgiati dal Barcellona. Ma molti non sanno che anche il loro papà, noto ai suoi tempi come Mazinho, é stato un calciatore professionista nello stesso ruolo. Ha anche vestito la maglia della Fiorentina ma la sua carriera è stata decisamente modesta rispetto a quella dei figli.
Federica Vitali



