Dai campi di provincia alla vetta del mondo, fino alla panchina: ritratto di un uomo che non ha mai smesso di correre per la propria squadra.
Simone Barone nasce a Nocera Inferiore il 30 aprile del 1978, la sua carriera inizia nelle giovanili del Parma e viene poi ceduto prima al Padova e poi all’Alzano Virescit. Successivamente passa al Chievo Verona che, al termine del campionato, passa in serie A.
Barone nel 2004 viene acquistato dal Palermo, uno dei momenti più importanti della sua carriera. Arriva ai rosanero quando, con la presidenza di Maurizio Zamparini, tornano in Serie A dopo 31 anni. Insieme a compagni come Corini, Barzagli, Zaccardo e Toni, Barone diventa uno dei pilastri di una squadra che stupisce l’Italia intera.
Il Palermo non solo si salva agevolmente, ma conquista una storica qualificazione in Coppa UEFA. Qui Barone è instancabile e colleziona 71 presenze e 5 gol in due stagioni.
Era l’uomo che ogni allenatore avrebbe voluto nella sua squadra, questo lo sa benissimo Marcello Lippi che in Nazionale lo considerava una colonna portante per gli equilibri del gruppo. Nei gloriosi Mondiali del 2006 Simone Barone divenne il volto di un momento iconico per il calcio italiano. Durante l’ultimo match del girone contro la Repubblica Ceca, con l’Italia avanti di un gol, si scatenò un contropiede fulmineo: Barone scattò per decine di metri al fianco di Filippo Inzaghi, superando una difesa avversaria ormai sguarnita.
Nonostante i due si fossero ritrovati soli davanti a Petr Čech e Barone offrisse un appoggio sicuro per un facile gol a porta vuota, ‘Super Pippo’ scelse di ignorare il compagno, dribblò il portiere e depositò in rete il definitivo 2-0.

Dopo l’avventura ai Mondiali, Simone viene accolto al Torino con l’entusiasmo riservato a chi ha appena alzato la coppa più prestigiosa. Diventa rapidamente un punto di riferimento nello spogliatoio e, in diverse occasioni, indossa anche la fascia di capitano.
La squadra granata vive un momento abbastanza turbolento, qui Simone si impegna attivamente nel ruolo di lottatore garantendo sostanza al suo centrocampo. A Torino Barone totalizza 91 presenze e 2 gol. La sua esperienza in granata si concluse nel 2009, anno della sfortunata retrocessione del club in Serie B.
Passa poi al Cagliari e, successivamente, al Livorno, nel 2013 annuncia il suo addio al calcio giocato per dedicarsi totalmente alla carriera di allenatore, iniziando con gli allievi del Modena.
Successivamente subentra a Massimo Storgato alla guida della Primavera del Modena. Due anni dopo, il 30 luglio 2015, assume l’incarico di allenatore della Juniores del Parma, ma nel 2016 decide di tentare l’esperienza all’estero come vice di Gianluca Zambrotta nei Delhi Dynamos, in India.
Al rientro in Italia, nell’estate 2017, approda alla Juventus Under-16, sfiorando lo scudetto nella stagione d’esordio (perso in finale contro l’Inter).
Nel 2018 si trasferisce al Sassuolo per guidare la Berretti: nonostante il primato nel girone con 55 punti, il cammino si interrompe precocemente nella fase finale.
Dopo un’annata con l’Under-18 neroverde, nell’estate 2021 viene ufficializzato dalla Correggese; tuttavia, l’esperienza termina ancora prima di iniziare: a causa di un cambio societario, viene esonerato pochi giorni dopo l’inizio del ritiro.
Dal 2022 entra a far parte del gruppo di Davide Nicola con lui, dal 2022 al 2023, è collaboratore tecnico della Salernitana. Nel 2024 segue l’allenatore all’Empoli, diventando viceallenatore, ricopre il ruolo fino al termine del campionato, raggiungendo la salvezza al termine della stagione.
Con il suo ruolo di vice Barone mette a disposizione la sua esperienza come Campione del Mondo, la sua qualità da equilibratore lo rende capace di fare da tramite tra l’intensità comunicativa di Nicola e il gruppo squadra.
Nel luglio 2024 torna al Cagliari nei panni di viceallenatore. Dal 2 luglio 2025, sempre sotto la guida di Davide Nicola, viene ingaggiato dalla Cremonese.
La carriera di Simone Barone rappresenta l’esempio perfetto di come la dedizione, il senso tattico e lo spirito di sacrificio possano portare un onesto professionista del centrocampo sulla vetta più alta del mondo.



