
Torna la Coppa Italia. Quattro partite, tra andata e ritorno, che decreteranno le due contendenti al titolo finale del 14 maggio allo Stadio Olimpico.
Quattro squadre ai blocchi di partenza, ogni partita che si preannuncia cruciale per definire la volata finale.
Inter, Milan, Bologna ed Empoli.
Si parte subito con la semifinale meno attesa, forse, ma che si preannuncia già entusiasmante. E chissà se non ci saranno ulteriori sorprese.
D’altronde, l’Empoli di D’Aversa non ha mai vinto questo importante trofeo, ma come ha riferito lui stesso nel post-partita della sfida pareggiata contro il Como:
“La Coppa Italia ci può dare la spinta per il finale di campionato”.
Già, perché se da un lato è riuscita ad eliminare la Juventus ai quarti, è pur vero che la situazione in Campionato è molto più complicata. Terzultimo posto con appena 23 punti. Una salvezza che si preannuncia dura e dispendiosa, fisicamente e mentalmente.
E l’Empoli se la vedrà con un Bologna, mai banale in questo momento del Campionato. Quarto posto con 56 punti ed imbattuto da 5 partite, comprese quelle con Milan e Lazio.
Entusiasmo strabordante nel Bologna, che si gode il momento e i gol di Orsolini. All’indomani del successo in Laguna, gli uomini di Vincenzo Italiano, si sono ritrovati per un allenamento mattutino, seguiti da un migliaio di tifosi. Cori e fumogeni per caricare la squadra.
Dopo il sogno dello scorso anno, il Bologna non vuole assolutamente smettere di sognare anche la Coppa: l’ultima vinta nel 1974.
Empoli e Bologna si sono già affrontate in Coppa Italia: nel secondo turno della stagione 2001/02. Sarà la sesta partecipazione ad una semifinale per i rossoblù. La prima nel 1999 con Carlo Mazzone in panchina. Ma ha un altro grande ‘tabù’: è la squadra che ha preso parte a più semifinali senza arrivare in finale.
Ci riuscirà questa volta?
L’Empoli, invece, giocherà una semifinale per la prima volta nella sua storia. Una partita che si preannuncia già entusiasmante, sorprendente e imperdibile.
Così come lo sarà la seconda semifinale. L’eterno derby. L’eterno derby di Milano. Inter contro Milan.
Una rivalità che non ha bisogno di presentazioni: oltre il campo, storia, passione e orgoglio cittadino.
Otto precedenti tra le due nelle semifinali ed entrambe hanno superato il turno quattro volte. L’ultima e la più recente nel 2022, a favore dei nerazzurri.
L’Inter, forte di una stagione solida, cercherà di mettere in mostra il suo attacco esplosivo. Guida il campionato a 67 punti.
A 20 punti di distacco, il Milan, imbattuto nelle ultime tre gare contro i cugini. L’ultima volta nella stagione 2004/05.
Una partita che si preannuncia infuocata. Come solo un derby può essere. Lautaro Martinez ha già scaldato i motori definendo il suo gol più bello quello di:
“Il gol più bello quello nella semifinale di Champions con il Milan per quello che significava la partita per tutti noi ed i tifosi, per portare l’Inter in finale. Ce ne sono sicuramente altri, ma questo rimarrà per sempre per ciò che significava per l’Inter, è stato un sogno riportare l’Inter in finale dopo tantissimi anni.”
E certamente, sarà tra i suoi protagonisti anche questa volta. Milan che nel frattempo, però, cercherà senza dubbio di riscattarsi, il prima possibile, dalla sconfitta in casa del Napoli (2 gol in appena 20 minuti).
Tuttavia, non sarà solo una semifinale “normale”, per un semplice dettaglio. Per la prima volta, infatti, l’arbitro non si limiterà a fischiare e ad andare a controllare il VAR.
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Una volta presa la decisione, la spiegherà in diretta ai giocatori, alle persone presenti allo stadio e al pubblico da casa.
L’idea è nata dalla FIGC e dall’AIA e, per poi, partire stabilmente in Serie A dalla prossima giornata.
Un passo verso la storia. Questa innovazione arbitrale aggiungerà ulteriore tensione e trasparenza, rendendo ogni decisione ancora più significativa in un contesto già elettrico.
Ambizioni, sogni e rivendicazioni.
Per Empoli, Bologna, Inter e Milan, questa semifinale rappresenta molto più di una partita: è l’opportunità di scrivere il proprio nome nella storia del calcio italiano.
Le prossime settimane saranno cruciali e con un unico obiettivo in mente: sollevare al cielo il trofeo.
ROSARIA PICALE