Saibari fa volare il Marocco: dal dramma infantile al sogno Mondiale

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Fonte immagine: profilo ufficiale sul social 'X' di @FootballIndexID - https://x.com/FootballIndexID/status/2065949349172142316/photo/1

Ci sono partite che difficilmente si dimenticano.
Per Ismael Saibari, la prima partita del suo Marocco contro il Brasile del nostro Carlo Ancelotti resterà sempre nella parte più bella dei suoi ricordi.  

Un gol, il suo, che ha messo in difficoltà la squadra più vincente del torneo in un gruppo che sembrava favorevole. Una storia, la sua, che vi sorprenderà. Non solo perché è considerato una delle stelle emergenti della sua nazionale

Saibari rappresenta la resilienza del suo paese: dinamico, implacabile e decisivo quando conta di più. 

Ismael Saibari, classe ‘2001 nasce a Terrassa — città che ha dato i natali anche ai più famosi Xavi e Dani Olmo — da genitori marocchini.

Durante la sua infanzia ha affrontato sfide fisiche che non facevano certo presagire un futuro così luminoso. Aveva infatti difficoltà a camminare. A 2 anni ha dovuto indossare un dispositivo ortopedico che gli ha consentito di correggere un problema di postura. 

Ma il sogno, quello di giocare a calcio tra i grandi, non l’ha mai abbandonato. 

Prima in Belgio, dove ha vissuto gran parte della sua giovinezza. Prima le giovanili di Anderlecht e Genk. Ad Anderlecht, per esempio, venne scartato perché ritenuto “troppo grasso”. 

Ma lui non si è mai lasciato abbattere dalle critiche. Ha lavorato, sudato, sgomitato per realizzarsi. Ha trasformato il suo fisico per poter dimostrare quanto fosse vero il suo sogno. 

E infatti il tempo gli ha dato ragione.

Nel 2020 è passato al PSV, dove ha vinto 2 coppe dei Paesi Bassi, 3 Supercoppe dei Paesi Bassi e 3 campionati olandesi. 93 presenze e 31 gol, di cui nella stagione appena concluso ha messo a segno 15 gol in 27 presenze 

E ora si dice che siano iniziate delle trattative per portarlo al Bayern Monaco, dove lo stesso Vincent Kompany lo vuole per la duttilità che lo contraddistingue e per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. E presto potrebbe arrivare la fumata bianca, per il club tedesco pronto a investire una cifra superiore i 53 milioni di euro. 

Un salto di qualità per quello che viene considerato uno dei talenti più interessanti del panorama europeo. 

E chissà se questo mondiale non lo porterà proprio tra i grandi, protagonista in un Marocco campione d’Africa dopo una memorabile finale che ha assegnato alla fine il torneo proprio i ‘Leoni dell’Atlante’. 

Ismael Saibari ha scelto il Marocco, proprio la terra d’origine dei suoi genitori, quando avrebbe potuto scegliere la Spagna. 

Ma quando la forza delle origini è così forte, niente può scalfire un sentimento d’appartenenza. Appartenenza per Saibari che si è vista anche durante la ben più nota finale tra Senegal e Marocco (assegnata in seguito a quest’ultimo).

Lo ricordate? Era il “famigerato” protagonista della “battaglia dell’asciugamano” ai danni del portiere senegalese Edouard Mendy.

Si è poi scusato al termine della partita (andando nell’hotel del Senegal) spegnendo in parte alle tante polemiche che circondavano quella finale. 

“Quando sono tornato a casa, ho visto subito quanto fosse brutto quel gesto. Ecco perché mi sono scusato immediatamente con Mendy. Quindi la questione è risolta, è finita, dobbiamo andare avanti“. 

Il centrocampista marocchino ha poi aggiunto: “Non ho mai provato così tante emozioni. È successo tutto nella foga del momento. L’ho spiegato ai giocatori senegalesi e loro hanno capito, quindi è tutto chiarito”. 

Quel gesto istintivo, nato nella foga di una finale storica, racconta molto di Ismael Saibari: un calciatore che vive di passione pura, senza filtri, ma anche un uomo capace di capire i suoi sbagli.

Oggi, quel bambino a cui i medici dovevano correggere la postura corre sul palcoscenico più importante del mondo, spaventando i giganti del Brasile sotto gli occhi di Ancelotti.

Che sia il campionato o il Mondiale, Ismael Saibari ha smesso di rincorrere i giudizi degli altri. Ha spiegato le ali, e il Marocco si gode il suo volo.

 

Rosaria Picale