Ronaldinho torna in campo: l’ultima magia del re a Ravenna

A 46 anni Ronaldinho torna a giocare per regalare l'ultimo show e il gol numero 300. L'analisi di una favola (anche) di marketing

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Fonte immagine: profilo sul social "X" di @DAZNFootball - https://x.com/DAZNFootball/status/2090695398235177120

Ronaldo de Assis Moreira, alias Ronaldinho, ritorna in campo a 46 anni con il Ravenna, undici anni dopo il suo ritiro ufficiale. 

Il fuoriclasse brasiliano, considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio, ha accettato la proposta del Ravenna, club di Serie C guidato dal presidente Ignazio Cipriani. 

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“Sono qui per portare entusiasmo ai compagni e spettacolo, magari segno anche”, ha dichiarato il campione del mondo del 2002, vincitore del Pallone d’Oro nel 2005. 

C’è da dirlo, però. Non sarà un ritorno tradizionale e non affronterà un’intera stagione allenamenti, trasferte e partite di campionato. L’accordo prevede, però, che l’ex campione disputi almeno una partita al ‘Bruno Benelli’ — dopo aver calcato i campi più prestigiosi — trasformando così un anonimo match in uno degli eventi più curiosi della stagione calcistica italiana. 

Marketing? Certamente. Ma anche pura illusoria felicità. 

“Sono qui per portare entusiasmo ai compagni e spettacolo”, ha inoltre spiegato durante il primo incontro con alla stampa. “Sono molto felice di trovarmi a Ravenna e vivere questa nuova avventura insieme agli amici.” 

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Primo fra tutti il presidente, che ha raccontato la genesi di un’operazione decisamente fuori dagli schemi. Poco appetibile tatticamente, ma decisamente convincente in ottica marketing. 

“È stata un’operazione per avvicinare tutta la città alla squadra.” 

Il ritorno in Italia ha, però, riportato alla memoria le stagioni passate in rossonero dal 2008 al 2011 dopo le stagioni leggendarie al Barcellona. 

“Grazie a Dio ho passato tanti bei momenti al Milan”, ha ricordato. “Lo seguo come sempre, è una squadra che mi piace molto.” 

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Ha ricordato poi i suoi gol in rossonero. Il più speciale? Quello del derby del 28 settembre 2008. 

E Ronaldinho, in questa sua nuova avventura, segna il gol numero 300. Già, perché tra club e Seleçao, per Dinho la cifra è ferma a quota 299. Gli manca un solo sigillo per chiudere il cerchio ed entrare nel club dei 300. 

E chissà se arriverà proprio davanti a dei ragazzini che quel Pallone d’Oro del 2005 l’hanno visto solo sui reels di Instagram e TikTok e che invece è arrivato in un pomeriggio di metà agosto, fra ciabatte, bermuda e il sorriso sornione d’ordinanza. 

Ariedo Braida, vicepresidente della squadra, ha dichiarato: “Abbiamo qui la magia del calcio, cosa volete di più?” 

E non solo.  

“É diventato nostro socio,” ha annunciato il presidente. “Il suo ingaggio è un’operazione che ho voluto compiere per avvicinare la città e la gente alla nostra squadra”. 

Di certo c’è l’attesa per i frammenti di gara che il brasiliano regalerà al suo nuovo pubblico e a chi, nel rivederlo dopo anni, si sentirà di nuovo un po’ più giovane.

Che sia solo un tempo o appena cinque minuti, quello solo il campo ce lo dirà. Nel frattempo, però, la sua casacca R10 limited edition è già andata completamente sold out nello shop ufficiale.

Difficile dimenticare la visione del calcio. Un mondo, il suo, che non era semplicemente un tocco e un tiro. Era una danza. Una danza che ha incantato prima il Brasile, poi Parigi, e infine si è consacrata in Catalogna. 

Ronaldinho ha ridefinito il concetto stesso di fuoriclasse, culminato nella notte magica del 19 novembre 2005, quando persino i tifosi rivali del Real lo applaudirono dopo una doppietta da favola al Bernabéu. 

https://x.com/GeekofNerd/status/1991124405615825007/video/1

Un’artista capace di vincere tutto senza cambiare mai: sempre rimasto quel ragazzo con il pallone tra i piedi, il sorriso a trentadue denti e le dita aperte nel suo inconfondibile gesto di festa. 

E ora, Ravenna. 

Non importa se non sarà il fuoriclasse che tutti ricordiamo, o se il passo sarà pesante. E quel gol, se arriverà, sarà l’ultimo regalo di un re che non ha mai smesso di amare — e di farci amare — il gioco più bello del mondo. 

 

 

ROSARIA PICALE