
La Coppa del Mondo di quest’anno vedrà sfidarsi o collaborare anche coppie di fratelli.
Dagli stessi cortili, al palcoscenico più importante: ecco le coppie di fratelli che si sfideranno (o giocheranno insieme) in questi giorni.
Cominciamo con chi rappresenterà la propria nazione ai Mondiali 2026, giocando quindi nella stessa squadra:
Leandro Bacuna (miglior marcatore della storia della nazionale caraibica e centrocampista dell’Iğdır) e Juninho Bacuna (centrocampista del Volendam in prestito dal Gaziantep), che daranno il tutto per tutto per la loro Nazionale Curaçao.
La coppia di gemelli Jurriën (difensore dell’Arsenal) e Quinten Timber (centrocampista dell’Olympique Marsiglia) che giocheranno per l’Olanda.
Per la Francia i fratelli Lucas Hernández (del Paris Saint-Germain) e Theo (ancora contenso per un possibile ritorno al calcio europeo).
Laros (centrocampista della Puskás Akadémia) e Deroy Duarte (centrocampista del Ludogorec), i fratelli olandesi naturalizzati capoverdiani.
Ecco chi, al contrario, ha deciso di sfruttare il doppio passaporto e per affrontarsi in squadre diverse per questi Mondiali 2026:
Derrick Brobbey (attaccante nel Sunderland) per il Ghana, il fratello Brian Brobbey (anche lui gioca per il Sunderland) per l’Olanda.
Con la Costa d’Avorio Guéla Doué (difensore dello Strasburgo) ha contribuito alla recente vittoria proprio contro la Francia di suo fratello Désiré (centrocampista del Paris Saint-Germain).
Harry Souttar (difensore del Leicester City) per la Nuova Zelanda, John Souttar (difensore dei Rangers) per la Scozia.
Infine, Iñaki Williams (detentore del record di calciatore con più presenze consecutive in assoluto nella storia del campionato spagnolo) per il Ghana. Suo fratello Nico ( attaccante dell’Athletic Bilbao) ha scelto di giocare per la Spagna.
Che si trovino a condividere lo stesso spogliatoio o a guardarsi dritti negli occhi da avversari, questi fratelli scriveranno una delle pagine più umane e affascinanti di questo Mondiale 2026.
Da un lato ci sono gli alleati: quelli che vestiranno la stessa maglia, uniti dallo stesso inno e dallo stesso obiettivo. Per loro, il sogno iniziato da bambini nei cortili di casa si materializza sul palcoscenico più importante del mondo.
Dall’altro lato, invece, ci sono i rivali. Fratelli separati dal destino sportivo (e a volte dalle scelte di nazionale) che si ritroveranno faccia a faccia, divisi dai colori delle maglie ma uniti dal sangue. Novanta minuti in cui l’affetto dovrà essere temporaneamente congelato in nome del professionismo.
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