
Ultimo giro mondiale per Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.
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Entrambi inseguono l’ultima impresa di due carriere leggendarie: diventare i primi giocatori della storia a disputare sei Mondiali. Il primo sembra essere accaduto una vita (o cento vite) fa.
Germania 2006, Shakira che cantava per la prima volta una delle colonne sonore del torneo e due giovane promesse del Barcellona e del Manchester United.
Vent’anni dopo: Canada, Messico e Stati Uniti 2026, Shakira che canta ancora una volta la colonna sonora del torneo e ormai due leggende con 88 trofei complessivi (tra singoli e di squadra.)
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Un lungo viaggio che, come la migliore delle favole, è pronta a scrivere la parola ‘fine’.
Sembra strano. È difficile quasi rendersene conto. Sempre loro due. Sempre una domanda che a volte sembra addirittura una banalità: Preferisci Ronaldo o Messi?
Nel mondo del calcio le rivalità ci sono sempre state. La più simile per fama globale è quella “storica” tra Pelé e Maradona, ma c’è una differenza sottile ma fondamentale: non hanno giocato nella stessa epoca.
Per questo molti considerano la rivalità tra l’attaccante di Rosario e l’attaccante di Funchal, una rivalità unica perché hanno giocato contemporaneamente, si sono affrontati e riaffrontati, hanno dominato gli stessi premi e hanno rappresentato per anni il Clasico: l’eterna rivalità tra il Barcellona e il Real Madrid.
Una storia, la loro, che ci ricorda ancora una volta quanto sia importante questo mondiale che sta per iniziare e che si prospetta essere l’ultimo mondiale per entrambi.
Non ci sono voci ufficiali, ma la situazione si divide per certezza matematica e logica anagrafica.
A 41 anni compiuti lo scorso febbraio, Ronaldo ha dichiarato esplicitamente che il mondiale 2026 chiuderà la sua epopea con la nazionale portoghese (con cui ha vinto un Europeo e 2 Nations League) e che prevede di giocare a calcio ancora per uno o al massimo due anni prima del ritiro definitivo.
E tra i suoi 38 trofei, è proprio la coppa del mondo che manca per completare il suo straordinario palmares.
“Ho dato tutto per il calcio in questi 25 anni, ho conquistato tantissimi record… ora voglio solo godermi il momento,” ha dichiarato.
Già perché per chiudere in bellezza questa lunga storia di calcio, di passione, di devozione, è proprio questo trofeo che gli manca.
Trofeo che è detenuto da Lionel Messi. Per la Pulce pronto a festeggiare le 39 candeline il 24 giugno in piena corsa nel gruppo J, è un arrivo con uno spirito decisamente più leggero. Ha già coronato il sogno di una vita in Qatar.
“Mi sono preparato tutto l’anno per questo appuntamento. Parteciperò e darò il massimo per questa maglia.”
Queste le sue recenti parole ad un evento promozionale a Miami. E sul fattore età è stato proprio il suo trasferimento all’Inter Miami a fargli cambiare idea dopo l’ipotesi ritiro nel 2025: “Mentirei se dicessi che non ci penso, deciderò in base a come mi sento.”
E forse è proprio questa incertezza a renderli ancora più umani. Perché per vent’anni li abbiamo considerati come degli dèi: gol, palloni d’oro, rimonte, record infranti uno dopo l’altro come se fossero giri di una bicicletta. Ma il 2026 ci ricorda una verità semplice, ma crudele: anche le leggende invecchiano.
Però, entrambi hanno qualcosa che le giovani promesse non hanno: la coscienza che ogni pallone toccato potrebbe essere l’ultimo.
E per celebrarli, centinaia di tifosi lo stanno facendo in diversi modi: disegni, edit e persino canzoni.
Due re: uno ancora affamato, l’altro sereno.
Ma al di là del risultato, al di là dei gol o del minutaggio, resterà solo una cosa nella storia: l’addio alla rivalità più lunga, più vista, più discussa, più amata e più odiata della storia del calcio.
Sempre loro due. Per sempre.
In questo mondiale che sta per aprirsi, non cerchiamo la risposta giusta. Cerchiamo un istante, un gesto, un’esultanza, uno sguardo.
Perché poi il sipario si chiuderà. E il calcio — quel calcio che abbiamo amato — sarà diverso.
Non migliore, non peggiore. Solo un po’ più silenzioso.
E noi, ormai adulti, potremmo dire ai nostri figli (o nipoti): “Io li ho visti giocare. Entrambi. Fino all’ultimo respiro.”
Rosaria Picale

