Analisi semiseria dei due simboli rossoneri di questa stagione
A stagione calcistica appena cominciata, pare che, ad una primissima analisi, le squadre a contendersi il tricolore siano il Napoli, campione in carica, l’Inter e la Juventus. Sorprese potrebbero arrivare dalle romane o dall’Atalanta, che, seppur orfana di Gasperini, non vuole perdere la ormai consolidata aura da squadra da alta classifica.
E il Milan? Where is Milan?
Dopo una stagione decisamente grigia e una sessione di calciomercato in cui si è visto partire per la Premier League un giocatore di punta e assoluto valore come Reijnders, i rossoneri hanno deciso di ripartire dalla panca, affidata a Max Allegri e ad un colpo in campo non da poco, con l’acquisto di Luka Modrić, centrocampista ormai leggendario e marcatore affidabile.
Due personalità diverse eppure fuse nella stessa squadra in cerca di riscatto.
Modrić, neo quarantenne, con una carriera sfolgorante alle spalle, un camion di titoli e trofei vinti, un Pallone d’oro nel 2018, è ora, a tutti gli effetti, l’uomo nuovo e di punta di questo Milan in cerca di riscatto italiano e internazionale (considerando sempre la storia gloriosa che ha alle spalle).
Per la fisicità, lo stile di gioco, l’abilità nel servire assist per i compagni e anche la somiglianza in viso, definito “Johan Cruijff croato”, Modrić è un centrocampista TUTTOCAMPISTA, considerato uno dei migliori registi della storia del calcio mondiale, con una media realizzativa da dare invidia ai migliori attaccanti.
Uno che, a quarant’anni suonati, ha ancora il suo ben dire in campo.
Ed è molto probabile che lui, schivo, riflessivo e ficcante, serva a questo Milan un po’ disorientato, attualmente.
Tratti del carattere, quelli di Luka Modrić in contrasto col temperamento pirotecnico del suo allenatore.
Massimiliano Allegri, altro vincente “di tutto”, non brilla per pacatezza anzi, forse la sua caratteristica più gradevole, è proprio quella esplosività che emerge sovente, ma più che altro in campo e con un gesto che ormai lo identifica e che lo farebbe riconoscere anche su un altro pianeta: la levata della giacca.
E se in Milan – Bologna, Modrić segna il gol partita, Allegri si esibisce in una veemente levata di giacca, in un momento concitato per un presunto episodio da rigore.
Reazione che gli costa l’espulsione.
Nulla di che, sia chiaro, ma quanto ci è mancata la sua vulcanicità!
Bentornato in panca, Max, a modo tuo, ovviamente… E ricordando una celebre canzone napoletana, ‘A cammesella, ‘A giacchettella lui chissà quante volte ancora la toglierà!!!
Pacato e serio il primo, vulcanico il secondo.
Come si evolverà la stagione del Milan? Sarà bello scoprirlo…!
Simona Cannaò



