Milan, aprile dolce dormire: il tracollo nel momento decisivo della stagione

La situazione del Milan è precipitata in questo inizio aprile, trasformando una stagione fin qui solida in un finale a rischio

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immagine dal profilo instagram ufficiale ac milan

Il Milan, in questo aprile 2026, ha trasformato una stagione solida in un finale ad alta tensione.

Due gare, due sconfitte in questo inizio aprile.
Dopo lo scontro diretto perso di misura contro il Napoli, è arrivato il tracollo quando l’Udinese ha espugnato San Siro con un netto 3-0. Una sconfitta umiliante che ha evidenziato i limiti della squadra di Massimiliano Allegri. 

Il Diavolo, ha mostrato i suoi punti deboli.

Quando subisce gol tende a disunirsi: invece di compattarsi, i reparti si allungano, con i singoli che cercano soluzioni personali invece di affidarsi alla manovra collettiva.

Allegri ha sottolineato più volte nelle conferenze stampa la necessità di “gestire i momenti della partita”, ma la squadra sembra subire passivamente il ritmo degli avversari.

Manca di trascinatori carismatici capaci di essere guida in campo, ma anche fuori, soprattutto quando inchieste extra-campo e rumors sulla proprietà intaccano la serenità dello spogliatoio.

A tutto ciò si aggiunge un evidente calo atletico dato anche dalla gestione del gruppo da parte del tecnico che ha portato all’usura dei “titolarissimi”. I dati GPS delle ultime gare rilevano una flessione rispetto alla prima parte della stagione.

Inevitabilmente mister Allegri è sotto esame e le critiche che gli vengono mosse alla luce di questa crisi di aprile 2026 non riguardano solo i risultati, ma una serie di scelte tattiche e di gestione.

Per gran parte della stagione ha costruito i successi del Milan su un 3-5-2  che garantiva copertura e densità. Nelle ultime uscite, tra cui la disfatta contro l’Udinese, Allegri, per ricercare il gol, ha provato a inserire più trazione anteriore e a tornare alla difesa a quattro, ma la squadra ha solo perso le distanze tra i reparti.

Inoltre, senza un gioco corale fluido, l’attacco è diventato prevedibile e Allegri fatica a proporre soluzioni diverse dal “cross per la testa di Loftus-Cheek” o l’isolamento di Leão.

E pensare che fino a qualche settimana fa i rossoneri sembravano saldi al secondo posto e  oggi, invece, nonostante i 63 punti in classifica, si trovano in una situazione pericolosa: con la Juventus a -3 e il Como a -5, la qualificazione alla prossima Champions League non è più garantita. 

Sembra che il Milan, invece di mantenere alta la tensione per blindare il secondo o terzo posto, abbia “staccato la spina” una volta appurato che l’Inter era ormai irraggiungibile.

Urge invertire la rotta. Le prossime sfide contro Hellas e contro Juventus sarrano decisive per salvare l’intera stagione.