Michael Kayode: dalla gavetta in Serie D all’esordio azzurro

Debutto da incorniciare in Nazionale per Michael Kayode. La sua storia dai campi di provincia al rilancio col Brentford

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Fonte immagine: profilo ufficiale sul social 'x' di @UEFAEURO - https://x.com/UEFAEURO/status/2104653594293125484/photo/1

“È stato un esordio indimenticabile, non mi aspettavo di iniziare in questo modo, abbiamo fatto un primo tempo pazzesco con una semplicità e una cattiveria agonistica fantastica. Abbiamo avuto tanta voglia di dimostrare e continuare a giocare una gara difficilissima. Aver vinto così è fantastico.”

Queste le parole al termine della vittoria per 4-1 sulla Turchia del difensore azzurro del Brentford, Michael Kayode.

Un debutto da incorniciare per un calciatore giovane (classe 2004) ma già colonna della nostra Under 21 e soprattutto l’autore del gol che ci ha regalato l‘Europeo U19 del 2023.

Oggi Kayode segna e sogna di far parte di questa Nazionale agli albori, che deve riprendersi il posto che le spetta tra le grandi d’Europa, prima in Nations League e poi nei prossimi Europei del 2028.

Ma conosciamo meglio chi è Michael Kayode.

“È una grande emozione indossare la maglia azzurra” ha detto dopo la convocazione. “È stata la giornata perfetta, che mi ripaga di tanto lavoro. Comunque, io non ho mai avuto dubbi sulla scelta”.

Già, perché nato a Borgomanero (in provincia di Novara) da genitori di origini nigeriane, negli ultimi mesi è stato cercato anche dalla Nazionale delle Super Aquile, ma ha messo le cose in chiaro: “È vero. Ma io ho fatto tutta la trafila nelle giovanili italiane, ho sempre considerato un onore essere parte di questa Nazionale. E ora eccomi qua”.

La sua è una storia come tante altre.

Inizia a giocare presto, prestissimo, tanto che a 8 anni è la Juventus la prima a notarlo nell’area scouting del settore giovanile. E così inizia a fare avanti e indietro da Vinovo a bordo di una navetta che accompagna lui e altri giovani calciatori in erba.

Tra loro Giovanni Daffara, portiere acquistato dal Parma, e Luis Hasa, attualmente al Frosinone. Accade, però, quello che succede a molti giovani: a 14 anni la prima “bocciatura”, che lui però ha sempre visto come una fortuna, un’opportunità.

“Passare dalla Juventus al Gozzano è chiaramente molto diverso, ma proprio quell’esperienza mi ha dato la forza per arrivare a questi livelli.”

A 16 anni si ritrova a giocare nel calcio dei “grandi”, seppure in Serie D. Un ambiente meno protetto e molto più fisico rispetto al settore giovanile.
Una tappa che gli permette di maturare e di costruirsi una nuova identità.

“Ha avuto un carattere forte,tanta forza di volontà, ha creduto in sé stesso e i risultati gli hanno dato ragione.”

Queste le parole di Mauro Lesina, direttore generale del club in provincia di Novara, dove Kayode ha potuto mettere in mostra tutto il suo estro con continue scorribande sulla fascia destra, finendo per essere paragonato all’ex centrocampista irlandese Rory Delap.

E si fa notare molto presto.

Ma non dalla Juventus, perché la Fiorentina nel 2021 li batte sul tempo.

Arriva prima nella formazione Primavera di cui diventa protagonista nei successivi due anni. All’inizio della stagione 2023/24 è inserito in prima squadra, dove Vincenzo Italiano lo lancia in campo il 19 agosto.

Debutta anche in Conference League e il 26 febbraio 2024 sigla il suo primo gol in Serie A nella vittoria contro la Lazio (2-1).

Eppure, sebbene con ottime prospettive, non rientra nei piani tattici della Fiorentina che nel gennaio del 2025 lo cede in prestito (poi riscattato) al Brentford.

E lì, Michael Kayode ha convinto tutti.

Ora se lo godono le ‘Bees’ di Londra, ma se lo gode a pieno titolo anche l’Italia.

E chissà quante altre soddisfazioni potrà condividere con la compagna Eleonora e la loro piccola Amelie. Saper incassare un no e rimettersi in gioco è roba per pochi.

Kayode ha saputo aspettare, ha sudato sui campi della provincia e ora raccoglie il frutto dei suoi sacrifici. Da quella navetta per Vinovo alla Serie D, fino al palcoscenico della Premier e all’azzurro della Nazionale: la sua vera rincorsa, in fondo, è appena iniziata.

Rosaria Picale