Il Chelsea vince ancora, e dopo il successo in Conference League, la stagione si chiude anche con la vittoria del Mondiale per Club. Un traguardo pazzesco per l’allenatore italiano Enzo Maresca, un successo tutto: Made in Italy.
Mentre un altro italiano vinceva in terra inglese (il numero 1 del tennis Jannik Sinner), il mister originario della Campania vinceva al suo primo anno alla guida dei Blues.
“Sento che questa competizione sarà importante quanto o addirittura più importante della Champions League. Ho avuto la fortuna di far parte di uno staff tecnico che ha vinto la CL tre anni fa, ma questa competizione presenta i migliori club del mondo. Ecco perché la apprezziamo tanto, o forse anche di più. Per noi è stato un grande trionfo. Permettere ai nostri tifosi di indossare la patch di campione del mondo sulle loro maglie è motivo di orgoglio per noi.”
Ha elogiato così i suoi giocatori per l’incredibile 3-0 per la splendida vittoria contro il PSG di Luis Enrique. Hanno saputo implementare perfettamente il piano di gioco che aveva in mente, oltre ad aver giocato ad altissima intensità nelle condizioni, non del tutto favorevoli, del New Jersey.
Riuscire nell’impresa di battere i parigini che, alla vigilia sembravano a dir poco imbattibili, specie dopo la semifinale contro il Real.
Per Maresca è un risultato unico in una carriera che l’ha visto crescere gradualmente. Da giocatore e poi da allenatore. La carriera iniziata al Parma prima di ritornare al Manchester City, dopo l’esperienza come mister delle giovanili. Presente nello staff di Pep Guardiola, suo maestro.
L’allenatore di origini campane è riuscito nell’impresa di battere i parigini che alla vigilia sembravano a dir poco perfetti, specie dopo la semifinale vinta a senso unico contro il Real. Per Maresca è un risultato unico – specie per il 3-0 netto maturato sul campo – in una carriera che l’ha visto crescere gradualmente prima da giocatore e poi da allenatore.
Ma conosciamolo meglio…
Enzo Maresca è stato un centrocampista dotato di personalità, tecnica e visione di gioco, abile nel tirare al meglio le punizioni. Ha collezionato ben 490 presenze in serie A e B, oltre ai campionati esteri: Liga, Premier e campionato greco. Ha indossato diverse maglie, tra cui Juventus, Cagliari, Verona, Bologna, Piacenza, Fiorentina e Palermo senza dimenticare Siviglia, Malaga, Olympiacos e West Bromwich.
I tifosi bianconeri lo ricorderanno per quell’esultanza nel derby contro il Torino, quando mimò un toro. Finale? Numerose polemiche.
Dal 2017, però, dopo l’addio al calcio giocato diventa allenatore, con varie esperienze in Liga e in Premier come vice. Nell’agosto del 2020, però, inizia la sua vera e propria carriera, venendo ingaggiato come allenatore delle giovanili del Manchester City.
Riapproda, però, in Italia nel 2021 come tecnico del Parma, venendo esonerato dopo appena 13 giornate. Forse, in quel frangente non si erano ancora viste le sue capacità. In porta c’era l’over40 Buffon, non esattamente ad alti livelli, e un gruppo giovane, molto giovane.
Ma non finisce mica qui, anzi, la vera svolta arriva proprio in quel momento. Nel 2022 ritorna a Manchester, questa volta all’interno dello staff di Pep Guardiola, come collaboratore tecnico.
Nel 2023 diventa allenatore del Leicester City, appena retrocesso in Championship (campionato cadetto). Nella sua unica stagione alla guida riporta immediatamente il club in massima serie, conquistando la promozione con due giornate d’anticipo e vincendo il campionato. 97 punti che lo consacrano in Inghilterra.
Nel 2024 viene ingaggiato dal Chelsea: un vero e proprio Tour de force. A dir poco impegnativa, con ampi scenari, dove lui si è sempre fatto trovare pronto. Una squadra che ha trovato all’eccesso, che lui ha saputo ridurre, traendo al massimo dai migliori.
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E ci è riuscito nel migliore dei modi, facendo parlare i fatti. Non le parole. Non monologhi eloquenti. Riuscendo a rinvigorire squadre all’asso, soprattutto in un Chelsea allo sbando, disordinato, strapieno di giocatori e incapace di portare risultati.
Senza proclami, senza lezioni di vita o di calcio da impartire. Un uomo umile con una visione di calcio ben salda. Una vita lontana dai social con la moglie andalusa Maria Jesus Pariente con cui ha quattro figli.
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A chi gli ha chiesto quali fossero le “differenze” tra la sua visione del calcio e quella di Guardiola, ha così risposto:
“Se le persone vogliono fare i paragoni, non posso fermarli. La differenza è che lui è il miglior manager del mondo e io sono solo uno degli altri manager… Ma se sono dove sono ora, è grazie a lui.”
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Una passione in comune? Gli scacchi. Maresca disse una volta: “La scacchiera è come un campo da calcio perché può essere divisa in tre canali: il centro e i due esterni.”
E Guardiola come ha risposto? Ecco le sue parole:
“Ho riconosciuto la sua squadra del Chelsea fin dal primo giorno, anche quando l’abbiamo affrontata. Ho iniziato a vedere molte cose di cui abbiamo parlato molte, molte volte negli ultimi anni insieme. Davvero buono. Sono molto contento. Sono stato un uomo fortunato a lavorare con lui negli ultimi anni.”
Con questa vittoria, Enzo Maresca entra di diritto nell’élite del calcio internazionale. Da centrocampista elegante a manager rivoluzionario, Maresca dimostra che il calcio può essere scacchi e battaglia, arte e strategia. E il Chelsea, grazie a lui, è tornato a brillare nel firmamento mondiale.
*foto profilo Instagram ufficiale Enzo Maresca
ROSARIA PICALE



