Marco Amelia: Campione tra i pali e la gloria di Belgrado

Dallo storico gol in Coppa UEFA al tetto del mondo nel 2006: il portiere che ha sfidato le leggi del calcio.

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Marco Amelia
*foto dal profilo Instagram del giocatore*

Dallo storico gol in Coppa UEFA al tetto del mondo nel 2006: il portiere che ha sfidato le leggi del calcio.

Marco Amelia nasce a Frascati il 2 aprile del 1982, la sua carriera ha inizio nella società calcistica Lupa Frascati e nelle giovanili della Roma. Successivamente Amelia diventa il protagonista della Primavera della capitale, ottenendo l’inserimento in prima squadra con Fabio Capello come terzo portiere nella stagione 2000-2001.

Nel 2001 viene ceduto al Livorno dove ha inizio la sua carriera, titolare inamovibile ha disputato 31 partite nell’anno 2004 e 2005.

Per Marco Amelia il 2004 è l’anno d’oro con l’Under 21 di Claudio Gentile: titolare nell’Europeo vinto e medaglia di bronzo ad Atene (alle spalle di Pelizzoli). La chiamata della nazionale maggiore arriva nel 2005, a soli 23 anni, esordendo nel test amichevole di Ginevra.

Marcello Lippi lo aggrega poi al gruppo dei Campioni del Mondo 2006 come terzo portiere. Chiusa l’era Peruzzi, si stabilizza come vice-Buffon nella seconda metà degli anni 2000, venendo convocato per l’Europeo 2008 e la Confederations Cup 2009. La sua parabola in azzurro termina a Pretoria, il 10 giugno 2009, nel rocambolesco 4-3 contro la Nuova Zelanda.

Il 2 novembre 2006 durante la trasferta di Coppa UEFA contro il Partizan Belgrado Marco Amelia realizza all’ottantasettesimo il definitivo 1-1. Si unisce alla cerchia ristretta di portieri capaci di andare in gol su azioni.

 

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Il 5 giugno del 2008 viene traferito a Palermo con titolo definitivo, la sua esperienza nel club rosanero è stata caratterizzata da un’iniziale dualismo con Alberto Fontana. Nell’ottica del club Amelia avrebbe dovuto sostituire Fontana dal suo ruolo di titolare, nonostante le gerarchie prestabilite Alberto non accettò il ruolo di riserva.

Tra i due esplose la tensione durante Palermo-Fiorentina: Amelia si infortunò e, al momento dell’ingresso in campo di Fontana, lo stadio Barbera gli tributò un’ovazione assordante. Questo “schierarsi” del pubblico creò un clima di pressione attorno ad Amelia, che si sentiva meno protetto dalla sua stessa tifoseria.

Amelia confessò che, l’ambiente pesante creato dalla rivalità e la gestione societaria del caso Fontana, non aiutarono la sua serenità durante quella stagione a Palermo.

Nel 2010 Marco Amelia arrivò al Milan, in prestito dal Genoa (poi riscattato), per fare da spalla a Christian Abbiati. Nonostante questo ruolo prestabilito riuscì comunque a ritagliarsi degli spazi importanti, quella con i rossoneri fu la stagione più prestigiosa della sua carriera.

Nella sua prima stagione contribuì alla vittoria del diciottesimo Scudetto e alla vittoria della Supercoppa Italiana contro l’Inter. Il momento più importante è, indubbiamente, la Champions League. Il 22 ottobre 2013, a causa di un infortunio nel riscaldamento di Abbiati, Amelia fu chiamato a giocare titolare contro il Barcellona di Lionel Messi a San Siro.

La sua prestazione fu memorabile ed è, ancora adesso, impressa nella memoria dei tifosi, le sue parate furono decisive per permettere alla squadra di conquistare un prezioso 1-1.

Nel 2014 termina la sua esperienza a Milano e l’anno successivo ricevette una chiamata last-minute dal Chelsea di Jose Mourinho. La squadra inglese si trovava in piena emergenza portieri, con il solo Asmir Begović a disposizione, Mourinho aveva bisogno di un profilo esperto, svincolato e pronto subito.

Amelia, che in quel periodo si stava allenando con la Lupa Castelli Romani (in Lega Pro) dopo la fine del contratto con il Perugia, ricevette la telefonata e volò a Londra per un provino.

Dopo aver convinto lo staff tecnico firmò un contratto annuale fino a giugno 2016 ricoprendo il ruolo di secondo portiere. La sua fu però un’esperienza da spettatore poiché non collezionò alcuna presenza ufficiale ma fu comunque molto apprezzato dal club per la sua professionalità e la capacità di fare gruppo.

L’addio di Marco Amelia al calcio giocato è avvenuto dopo una breve esperienza nel Vicenza, nel 2017. Un congedo silenzioso, che ha segnato il passaggio immediato dalla porta alla panchina, ottenendo le abilitazioni federali a Coverciano per intraprendere la carriera da tecnico.

La sua carriera non è stata solo una sequenza di trofei e maglie prestigiose. È stata la storia di un professionista capace di farsi trovare pronto nel momento del bisogno, di un uomo che ha saputo accettare i silenzi della panchina e le luci della ribalta con la stessa dignità.

Oggi, quel bagaglio di esperienza e quella mentalità da Campione del Mondo sono il tesoro che Amelia mette a disposizione dei giovani che sognano di difendere la porta, con la consapevolezza che, a volte, un portiere può persino volare oltre i pali e segnare la storia.