Tutti gli occhi e le attenzioni su Lamine Yamal e invece, l’uomo più decisivo della Nazionale spagnola è Mikel Merino.
E pensare che il 2006, per lui non era iniziato nel migliore dei modi.
Un brutto infortunio al piede rimediato a gennaio aveva messo in pericolo la sua partecipazione al Mondiale.

Ha lavorato sodo, è rientrato in campo a fine maggio con l’Arsenal e ha convinto il CT Luis de la Fuente a convocarlo.
Una scelta che Merino sta ripagando nel migliore dei modi.
Sebbene sia partito titolare solo nella sfida della fase a gironi contro l’Uruguay, il giocatore di Pamplona, si sta rivelando un’arma letale da subentrante risultando letale nel colpire le difese avversarie non appena entra in campo.

Con il gol decisivo siglato nei quarti di finale contro il Belgio, il trentenne – che non è un attaccante ma un centrocampista – è entrato nei libri dei record:
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Doppio Sigillo da Subentrato: È il primo giocatore nella storia dei Mondiali a segnare il gol della vittoria da subentrato in due diverse partite della fase a eliminazione diretta nello stesso torneo.
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Gol decisivo oltre l’80°: È il primo calciatore a realizzare due gol-vittoria per le Furie Rosse in un Mondiale dall’ottantesimo minuto in poi.
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Media Realizzativa: Nella fase a eliminazione diretta ha finora collezionato pochi minuti totali di gioco, capitalizzandoli con due reti pesantissime.
“Quando sei in panchina e ti scaldi, vedi la partita chiaramente. Così, quando entri in campo, hai già un’idea precisa di dove poter fare male agli avversari.” ha dichiarato dopo la vittoria contro il Belgio.
Curiosità sulla sua esultanza: — girare intorno alla bandierina del calcio d’angolo con le braccia conserte — : è un omaggio a suo padre Ángel, che esultò esattamente nello stesso modo nello stesso stadio trent’anni prima (suo padre, Ángel Merino, è stato un centrocampista dell’ Osasuna).
La Spagna è in semifinale e, senza dubbio, gran parte del merito è suo!



