
Storia del bomber che ha legato il suo nome ai gol più pesanti e ai miracoli dell’ultimo minuto, diventando il simbolo eterno di una terra.
Leonardo Pavoletti nasce a Livorno il 26 novembre del 1988, comincia a giocare tra le file del Gruppo Sportivo Cantiere Navale Fratelli Orlando. A 14 anni passa poi all’Armando Picchi realizzando 16 reti in 71 presenze.
Leonardo dimostra, fin da subito, ottima capacità realizzative e vestirà le maglie di Viareggio, Pavia, Juve Stabia e Casale. La vera svolta arriva nella stagione 2011-2012 con la Virtus Lanciano: qui segna 16 gol, vince il titolo di capocannoniere della Lega Pro Prima Divisione e trascina gli abruzzesi a una storica promozione in Serie B. È il trampolino di lancio.
Nel 2012 passa al Sassuolo dove segna 11 gol e contribuisce alla prima, storica promozione in Serie A dei neroverdi. L’anno successivo viene mandato in prestito al Varese (sempre in B) ed è qui che dimostra di essere un bomber di razza pura: segnando ben 24 gol in stagione, salvando la squadra ai playout. Torna a Sassuolo e fa il suo esordio in Serie A, segnando anche il suo primo gol nella massima serie contro il Palermo.
A gennaio 2015 Leonardo Pavoletti entra a far parte della squadra del Genoa, proprio qui Pavoloso diventa uno dei top player del nostro campionato. Sotto la guida di Gasperini, e poi di Juric, Leonardo diventa l’idolo di Marassi. Nella stagione 2015-16 segna 14 gol in sole 25 presenze, risultando il miglior marcatore italiano della Serie A per media gol e guadagnandosi le prime chiamate in Nazionale.
Nel mercato invernale del 2017, il Napoli di Maurizio Sarri lo acquista per circa 18 milioni di euro per sostituire l’infortunato Milik. L’ambiente di Sarri non è quello giusto, Pavoletti arriva reduce da un infortunio e fatica a integrarsi nei meccanismi del tecnico. Colleziona appena 10 presenze totali (molti scampoli di partita) senza mai trovare la via del gol.
In un momento di crisi arriva una chiamata miracolosa, nel 2017 Leonardo Pavoletti arriva al Cagliari, chiamato per sostituire Marco Borriello. Qui inizia una lunga storia d’amore, fatta di sofferenze, cadute e momenti miracolosi.
Leonardo parte subito con il botto, nella prima stagione segna 11 gol e trascina la squadra alla salvezza, diventando l’idolo dei tifosi. La stagione successiva è quella della sua consacrazione: Leonardo segnerà16 gol in Serie A guadagnando, inoltre, la fama di miglior colpitore di testa d’Europa, con ben 9 reti nel gioco aereo. Massimiliano Allegri che lo definì “il più forte in assoluto dentro l’area di rigore”.
Grazie a queste meravigliose prestazioni, il CT Roberto Mancini lo convoca in Nazionale, dove segna anche un gol contro il Liechtenstein.
Purtroppo, quando si arriva in alto, il rischio di caduta è dietro l’angolo. Nel 2019 alla prima giornata di campionato contro il Brescia, Pavoletti subisce la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il dramma si consuma pochi mesi dopo: mentre sta completando il recupero, durante una cena con la squadra, il ginocchio cede nuovamente. Seconda rottura dello stesso crociato e un anno intero di stop.
In molti si sarebbero arresi, ponendo fine alla loro carriera ma Pavoloso non demorde e torna in campo nella stagione 2020-21. Non è più il titolare inamovibile, ma il suo apporto nello spogliatoio e i suoi gol nel finale di stagione sono decisivi per una clamorosa salvezza firmata da Leonardo Semplici.
La stagione successiva è molto difficile per il Cagliari, il club retrocede in serie B dopo uno sconvolgente pareggio contro il Venezia, Leonardo è distrutto, essendo capitano sente ancora di più il peso di questo fallimento. In un clima così complicato Pavoletti, per l’ennesima volta, dimostra fierezza e lealtà e decide di restare tra le file dei Rossoblù.
La stagione in Serie B si rivela estremamente difficile, ma a dicembre la storia cambia: in panchina torna Claudio Ranieri. Tra l’allenatore romano e il capitano scatta un’intesa magica, fatta di stima e gestione intelligente. Nonostante gli acciacchi fisici, Pavoletti gioca meno, ma Ranieri sa come custodirlo, trasformandolo nella sua arma segreta più letale.
L’11 giugno 2023 per la finale di ritorno dei playoff contro il Bari davanti a quasi 60.000 spettatori ostili, il Cagliari è arrivato all’ultima chiamata: Ranieri getta nella mischia il suo capitano per l’assalto disperato. Pochi istanti dopo, su un cross teso di Zappa, “Pavoloso” sbuca dal nulla, anticipa il difensore e firma il gol dell’1-0. Il Cagliari torna in Serie A e Pavoletti, piangendo a dirotto davanti alle telecamere, entra ufficialmente nella mitologia eterna della Sardegna.
Con il ritorno in Serie A Pavoletti non cambia, nonostante gli acciacchi, è ancora l’uomo del destino capace di rivoluzionare il tutto negli ultimi attimi di partita, ribattezzati dal popolo rossoblù “Zona Pavoletti”. Nella stagione 2023-24 firma due rimonte meravigliose rimaste impresse nella storia del club: prima una clamorosa doppietta nei minuti di recupero per ribaltare il Frosinone da 3-4 a 4-3, poi una pazzesca rovesciata al 99° minuto che stende il Sassuolo.
Domenica 17 maggio 2026, una data che sicuramente i tifosi del Cagliari non dimenticheranno più, dopo 9 anni meravigliosi Leonardo Pavoletti lascia l’isola a 37 anni e con un ginocchio sinistro che ha richiesto un ulteriore intervento chirurgico recente.
Il capitano ricevuto da tutta la squadra ha esordito: “Mi avete visto sempre sorridente, ma stasera non è facile sorridere: anzi, è più facile piangere. Intanto vorrei ringraziare questi meravigliosi ragazzi per la salvezza e per la vittoria. So che hanno giocato un po’ anche per me, un grande applauso per loro”.
Leonardo, visibilmente emozionato, ha voluto ringraziare i tifosi per l’affetto ricevuto: “Vi potrei ringraziare di questi nove anni per tantissime cose, ma ce n’è una che per me è speciale. Da quando mi sono fatto male, ho giocato meno e ho segnato meno il vostro amore è aumentato sempre di più, anno dopo anno. Si dice che nella vita di un uomo si scoprono i veri amici solo nel momento del bisogno: mi posso vantare col mondo intero di aver avuto una città e una regione alle mie spalle, questo non me lo posso dimenticare. Quando mi alzavo da quella panchina sapevo, accompagnato dal vostro supporto, di poter superare i miei limiti e i miei infortuni. Quei dieci minuti finali diventavano lunghissimi per gli avversari: tante volte non ci sono riuscito, ma quando ci siamo riusciti quanto è stato bello. Dirvi grazie è difficile, non trovo le parole. Ho preso una poesia di un poeta contemporaneo, che conoscete bene e che recita così: Cagliari, o meglio Sardegna, sei bella come un gol di Pavoletti al 94’. Grazie”.
Leonardo Pavoletti saluta Cagliari da uomo della provvidenza, un “nove” puro che ha saputo piegare il tempo e la sfortuna a colpi di grinta e spaccate al novantaquattresimo. Un bomber romantico che, nel momento del bisogno, ha sempre saputo dove farsi trovare.
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