La stagione della Lazio è segnata da numeri che fotografano una crisi profonda e continuativa.
Dopo ventisei giornate di campionato, la squadra guidata da Maurizio Sarri ha raccolto solamente 34 punti, un bottino insufficiente per competere per i posti europei.
La distanza dal sesto posto, attualmente occupato dal Como, è di 11 lunghezze, un margine che rende estremamente complicata la rimonta attraverso il campionato.
Questo dato assume un peso maggiore se si considera che i biancocelesti non hanno impegni nelle competizioni europee, e quindi avrebbero avuto la possibilità di concentrare tutte le energie sul campionato.
I dati di una stagione anonima
Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda l’attacco.
Con 26 gol realizzati, la Lazio possiede il quattordicesimo attacco del campionato, un rendimento inferiore anche a squadre considerate di medio-bassa classifica come Cagliari, Udinese, Sassuolo e Fiorentina.
Questo dato evidenzia non solo la difficoltà nel trovare la rete, ma anche la scarsa capacità di fare la differenza negli scontri diretti contro avversarie dirette: contro queste quattro squadre la Lazio ha conquistato appena sei punti, un bilancio che ha inciso pesantemente sulla classifica finale fino a questo momento.
Dal punto di vista difensivo, i numeri appaiono più equilibrati: 26 reti subite collocano la Lazio al settimo posto nella graduatoria delle migliori difese del campionato.
Tuttavia, questo equilibrio tra gol segnati e subiti non basta a compensare la scarsa incisività offensiva, creando una squadra incapace di costruire un vero vantaggio competitivo.
A complicare il quadro contribuiscono gli infortuni dei giocatori chiave, la gestione non ottimale di alcune situazioni societarie, come il mancato addio di Romagnoli, e la discontinuità del portiere Ivan Provedel, che ha alternato prestazioni convincenti a uscite poco sicure.
Coppa Italia come ultima spiaggia europea?
In questo contesto, la Coppa Italia si presenta come l’unica alternativa concreta per raggiungere l’Europa.
Il percorso nella competizione nazionale potrebbe infatti garantire la qualificazione diretta all’Europa League, offrendo una possibilità che attraverso il campionato appare sempre più complicata. La sfida contro l’Atalanta sarà decisiva, e il cammino nella Coppa Italia richiederà concentrazione e continuità, qualità che finora sono mancate ai biancocelesti.
Parallelamente, in Serie A restano ancora dodici giornate da disputare, con 36 punti teoricamente a disposizione. Per provare a chiudere in zona europea, la Lazio dovrà migliorare nettamente il rendimento, soprattutto sotto il profilo realizzativo e nella gestione degli scontri diretti.
Numeri e dati testimoniano una squadra in bilico: una difesa discreta, un attacco poco efficace e la necessità di trovare nelle ultime partite e nella Coppa Italia la spinta per salvare una stagione finora anonima e pericolosamente lontana dagli standard del club.
Chiara del Buono



