La seconda Lazio di Sarri
La Lazio di Maurizio Sarri, dall’inizio della stagione 2025/26, si presenta come una squadra che prova a ritrovare continuità, identità e ambizione attraverso un percorso fatto di lavoro quotidiano, idee chiare e una visione tattica ormai ben riconoscibile.
Dopo le stagioni precedenti, segnate da alti e bassi e da un inevitabile processo di rinnovamento, l’avvio del nuovo campionato rappresenta per Sarri e per l’ambiente biancoceleste un momento cruciale: non tanto per inseguire proclami, quanto per consolidare una base tecnica e mentale su cui costruire risultati nel medio periodo.
Sarrismo in continua evoluzione
Fin dalle prime uscite stagionali, la Lazio mostra la volontà di tornare a essere una squadra compatta, corta tra i reparti e fedele ai principi del sarrismo: costruzione dal basso, possesso palla ragionato e ricerca costante delle linee di passaggio interne.
Il 4-3-3 resta il sistema di riferimento, ma rispetto al passato si notano alcuni aggiustamenti, soprattutto nella gestione dei ritmi e nella fase di non possesso.
Scelta figlia del blocco del mercato che ha tenuto banco a Formello per tutta l’estate e non solo. Sarri sembra aver lavorato molto sull’equilibrio, cercando di limitare quelle transizioni difensive che in passato avevano spesso messo in difficoltà la squadra.
La lunga rosa da impiegare
Un altro aspetto significativo dell’inizio di stagione è il coinvolgimento più profondo dell’intera rosa.
La Lazio non appare più dipendente da uno o due interpreti chiave, ma prova a distribuire responsabilità e soluzioni offensive. Il centrocampo, in particolare, diventa il vero cuore del gioco: pressing organizzato, rotazioni intelligenti e una maggiore capacità di accompagnare l’azione offensiva senza perdere compattezza.
Non a caso infatti Danilo Cataldi, complice il lungo infortunio di Rovella, è il giocatore biancoceleste che corre di più di tutti. Anche sugli esterni si percepisce la volontà di dare ampiezza e profondità, alternando giocate sul breve a improvvise accelerazioni.
Dal punto di vista mentale, Sarri insiste molto sulla cultura del lavoro e sulla pazienza. L’inizio di stagione non viene vissuto come un banco di prova definitivo, ma come una fase di crescita necessaria. In conferenza stampa, il tecnico ribadisce spesso l’importanza di accettare gli errori come parte del processo, soprattutto per una squadra che sta cercando di evolversi e di adattarsi a nuove dinamiche.
Punti fermi per continuare la stagione
Dopo 17 partite, con 24 punti e ben 9 clean sheet (sintomo di un Provedel in ottima forma) la Lazio di Maurizio Sarri appare ancora come un cantiere aperto, ma con fondamenta solide.
Non è una squadra che punta sull’improvvisazione o sull’entusiasmo momentaneo, bensì su un’idea di calcio precisa, coerente e costruita nel tempo. Se il percorso continuerà ad essere sostenuto da pazienza e fiducia, la stagione potrebbe continuare il percorso di una Lazio più matura, consapevole e competitiva.
Chiara Del Buono



