Il secolo azzurro: Napoli si ferma per la notte del Centenario

Tra l'omaggio a Maradona, la sfilata dei campioni e le parole di De Laurentiis: il racconto completo della notte più azzurra di sempre

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Fonte immagine: profilo ufficiale sul social 'X' di @sscnapoli_br - https://x.com/sscnapoli_br/status/2083946074788479135/photo/1

Era il 1° agosto del 1926 quando nacque ufficialmente lAssociazione Calcio Napoli (sebbene le cronache riportino  la data del 25 agosto).

Esattamente un secolo dopo, il capoluogo partenopeo si è tinto di nuovo d’azzurro per festeggiare il traguardo dei suoi primi cento anni. E allo scoccare della mezzanotte, la città è letteralmente esplosa.

La grande festa è iniziata alle 19:26 — orario altamente simbolico — con il taglio del nastro in Piazza Carità da parte del presidente Aurelio De Laurentiis, affiancato dalla sua famiglia e da due ospiti d’eccezione: Diego Jr. e Jana Maradona.

Da lì è partito un fiume umano di tifosi al seguito di un suggestivo corteo di 300 persone (100 attori, 100 musicisti e 100 bambini) tra balli, musica e storia.

Il compleanno numero 100 si festeggia una volta sola nella vita e il Napoli ha voluto farlo in grande stile: una celebrazione nella maestosa cornice di Piazza del Plebiscito.

Ad accogliere i 50.000 tifosi presenti, uno spettacolo indimenticabile con attori, scrittori e personalità della cultura napoletana.

Non sono mancati i videomessaggi di ex allenatori come Carlo Ancelotti e Antonio Conte, oltre ai saluti istituzionali dei vertici del CONI e della FIGC.

Sul palco si sono alternate le icone di ogni era calcistica azzurra: da Krol, Careca, Alemao e Carnevale a Bruscolotti, Cané, Improta e Montefusco, fino ai protagonisti di un passato più recente come Hamsik, Schwoch, De Sanctis, Maggio, Iezzo e Montervino.

Un brivido speciale ha poi accompagnato il dialogo tra i due presidenti più vincenti della storia del club — Corrado Ferlaino e Aurelio De Laurentiis — riuniti sotto il segno del “Corsiero del Sole“, lo storico stemma tornato a sventolare sulle maglie. Sul tavolo del loro passato condiviso risplendono ben 4 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane e una Coppa UEFA.

Spazio poi agli azzurri di oggi. Accanto a Politano, Beukema, Neres, McTominay e ai napoletani doc Vergara e Mazzocchi, gli occhi di tutti erano puntati su Kevin De Bruyne, che ha fatto di tutto per essere presente nella notte delle notti.

“Kevin è un fuoriclasse” — ha detto l’ex capitano Marek Hamsik — “Uno dei centrocampisti più forti del secolo. Napoli deve godersi un campione del genere.” 

E poi lui, il nuovo mister Massimiliano Allegri, che ha già vestito la maglia azzurra nella stagione 1997/98:

“Sono tornato dopo quasi trent’anni ed è un onore immenso. La passione di questa piazza la sto già respirando. Speriamo di ritrovarci qui tra un anno a festeggiare… vedremo se uno, due o tre trofei!” 

Poi, citando il grande Totò, si è lasciato andare con un sorriso: “La Champions? Che bella parola…” 

Un sogno, quello della Champions League, rilanciato a gran voce anche da De Laurentiis, che ha ripercorso il viaggio iniziato nel 2004:

“Sono stato un incosciente, ho pensato a un film senza sceneggiatura. Siamo partiti dal fallimento e abbiamo toccato il purgatorio della Serie C solo per un attimo; da lì in poi è stato sempre paradiso. Il mio augurio è che il Napoli possa restare sul tetto del mondo per altri cento anni.” 

Spente le luci della festa, il sipario si sposta immediatamente sul rettangolo verde. Il primo secolo di storia si chiude per entrare negli archivi e nella leggenda; il secondo si apre con la consapevolezza di una piazza giunta alla sua piena maturità calcistica.

Il Napoli non vuole più soltanto stupire: vuole imporsi. La spinta emotiva di questo Centenario si trasforma ora in pura energia agonistica.

Il primo secolo è storia. Il secondo è fame di vittoria. Pe’ cient’anne. 

 

ROSARIA PICALE