Il 2025 del Napoli: la doppietta perfetta e l’anno d’oro di Conte

Il 2025 del Napoli entra nella storia: con Antonio Conte sulla panchina, i partenopei conquistano Scudetto e Supercoppa Italiana

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Fonte immagine: profilo ufficiale sul social 'X' di @433 - https://x.com/433/status/1926050860368269323/photo/1

Con una doppietta firmata dall’inarrestabile Rasmus Hojlund, il Napoli vince 2-0 contro la Cremonese nell’ultima partita del 2025.

Il 2025 si chiude per il Napoli come un capitolo d’oro della sua storia, un’annata da accostare con reverenza al 1990 di Maradona e al 2014 di Rafa Benitez. Ma questo è stato qualcosa di più: l’anno del Double, dello Scudetto e della Supercoppa Italiana. Un binomio tricolore che ha sigillato dodici mesi di pura, travolgente maglia azzurra con la firma inconfondibile di Antonio Conte.

Dopo il trionfo in campionato (il 23/5/2025), un tripudio che ha ridato ossigeno a un popolo in attesa, Di Lorenzo e compagni hanno chiuso il cerchio a Riyadh, il 22 dicembre, sollevando la Supercoppa dopo una netta e dominante vittoria per 2-0 in finale contro il Bologna. Un’impresa che porta la firma di un tecnico serial winner e di una squadra che, dopo un anno di apparente oblio, ha saputo risorgere dalle sue ceneri più forte, compatta e determinata che mai.

“Complimenti ai ragazzi che hanno fatto un torneo impeccabile. Hanno dimostrato di tenerci e c’era voglia di regalarci questo trofeo, di regalarlo ai tifosi del Napoli e passare un buon Natale. Festeggiarlo con un trofeo in bacheca sicuramente ci piace e ci fa trascorrere un periodo sereno visto che arriviamo da uno Scudetto e una Supercoppa vinta contro squadre veramente forti”.

Queste le prime parole, post Supercoppa, di Antonio Conte. Un valore aggiunto in una squadra che ha saputo trovare in lui non solo un maestro tattico, ma un leader, un motivatore, un trascinatore puro.

Il percorso verso questo doppio trionfo è ancora più straordinario, se si guarda alla griglia di partenza. Conte era approdato a Napoli nell’estate del 2024, ereditando una squadra reduce da una tempesta, inattesa stagione di difesa del titolo, conclusasi al decimo posto in Serie A. Un anno dopo, quel tecnico capace di estrarre al massimo da ogni singolo giocatore, di forgiare il carattere attraverso tanto lavoro (e rigorosa disciplina) ha compiuto il “miracolo” tattico e emotivo, imprimendo il suo marchio inconfondibile: organizzazione, spirito di sacrificio collettivo, transizioni fulminee e una difesa/bastione.

Il Napoli ha vinto il suo quarto Scudetto proprio grazie alla migliore difesa del campionato: Buongiorno, Rrahmani, Di Lorenzo. Il motore di questa rinascita è stato alimentato dal suo genio e dagli uomini chiave, diventati subito idoli della Curva. McTominay, Lukaku, Neres, Hojlund, De Bruyne. Questi alcuni degli uomini, senza dimenticare i “senatori” e i nuovi innesti arrivati in estate. La squadra vince (e convince) perché nasce prima di tutto come un gruppo solido e poi funziona in campo.

“Avevate qualche dubbio su Conte?” ha esordito così il presidente Aurelio De Laurentiis, al termine della Supercoppa. “Ai tifosi del Napoli posso dire che l’altro anno avevamo solo campionato e Coppa Italia, ma abbiamo avuto lo stesso tanti infortuni e siamo sempre stati su filo di seta. Quest’anno è successo lo stesso, ma avevamo molti giocatori perché ne abbiamo comprati molti. Nella sfortuna abbiamo scoperto calciatori nuovi e abbiamo visto che hanno dei valori notevoli. Andiamo avanti, ci divertiremo e ai tifosi dico: ‘Sognate e nei vostri pensieri dite sempre Forza Napoli!’

Inoltre, è impossibile negare il nuovo record stabilito dal Napoli: imbattibilità totale in casa. Su 17 gare disputate al Maradona (da gennaio ‘25 a dicembre ‘25), la squadra ha raccolto 13 vittorie e 4 pareggi. L’ultima volta che accadde era il 1987: l’anno del primo, mitico Scudetto. L’unica squadra nei top 5 campionati europei a non aver subito sconfitte interne nell’anno solare.

Nel post-partita dell’ultima in casa (Napoli-Juve, 2-1), anche Conte si è sciolto davanti a questo record. “Giocare qui è una spinta emotiva importante, sappiamo cosa significa per gli avversari,” ha ammesso, ritornando subito scaramantico. “Non dico altro…” Ma i fatti dicono tutto: il Napoli è tornato a fare paura a casa sua. L’arma in più.

L’immagine che può rappresentare il 2025 azzurro? Non può non essere la parata azzurra del 26 maggio. Il giorno in cui Napoli è esplosa. Un fiume in piena di passione azzurra che ha travolto il lungomare del capoluogo campano. La prova tangibile, vivente, urlante, di quella squadra che aveva riconquistato il cuore della città con la grinta, il sacrificio, il sudore e l’identità ferrea impressa dal suo “comandante”. Un mare di fuochi, bandiere e lacrime di gioia: la squadra e la città in un unico, immenso corpo.

Il 2025 del Napoli è una storia di riscatto, leadership, tattica e quella fame insaziabile che solo i veri campioni sanno mantenere acceso anche dopo aver toccato la vetta della montagna. La prova vivente che i sogni più belli possono non solo realizzarsi, ma raddoppiarsi. Per sempre negli annali.

 

 

ROSARIA PICALE