
Si è parlato delle giovani promesse di questi Mondiali, dei ragazzi che hanno bruciato le tappe per far sognare le loro Nazionali con giocate impossibili. Tanta voglia di mettersi in gioco e di mettersi in mostra, sognando il colpo di mercato che li porterà tra i grandi.
Ma la Coppa del Mondo non è solo questo.
No, perché noi guardiamo i Mondiali anche con nostalgia, per veder giocare i grandi eroi del passato. Coloro che, per l’ennesima volta, mettono da parte l’età e la stanchezza per dare tutto per il loro Paese.
Forse non si tratta di fenomeni del passato ma di leggende contemporanee. Abbiamo ancora la fortuna di vederli giocare anche se non da protagonisti, vittime delle gerarchie in campo ma padroni indiscussi dello spogliatoio.
Se vi dicessimo che Lionel Messi, campione del mondo in carica, non è nemmeno tra i più “anziani” di questo Mondiale? Con i suoi 38 anni, Messi è ancora un giovanotto in confronto ai nomi che stiamo per citare in questo articolo.

Poco più grandi di lui, con 40 anni sulle spalle e freschi di compleanno, ci sono Vozinha e Muslera.
Il primo gioca nella seconda divisione portoghese come portiere e gli aspetta un’impresa storica. Dovrà difendere i pali di Capo Verde, come fa dal lontano 2012, nella prima partecipazione della rappresentativa africana alla Coppa del Mondo.
Fernando Muslera invece è l’estremo difensore dell’Uruguay, che però difficilmente vedrà il campo in questa edizione.
Prima di lui, nessun giocatore uruguaiano aveva preso parte a ben cinque Mondiali. Pensate che aveva annunciato il suo ritiro dalla Nazionale, salvo poi ritornare sui suoi passi ed accettare la convocazione questa primavera. Per lui, oltre ad una lunga carriera al Galatasaray, anche una tappa in Serie A come portiere della Lazio.

Così come Muslera, anche Manuel Neuer non doveva volare negli Stati Uniti con la Germania dopo aver annunciato il ritiro dalla Mannschaft alla fine di Euro 2024.
Il quarantenne portiere del Bayern Monaco però ha disputato una stagione da protagonista in Baviera. Complice l’assenza di un leader forte tra i pali tedeschi, ha accettato la richiesta di Nagelsmann di prendere parte alla spedizione tedesca in America.
Titolare già all’esordio, Neuer diventa il calciatore tedesco più anziano a prendere parte ad un torneo per nazioni. Il record prima apparteneva a Lothar Matthaus.
Non ha mai pensato al ritiro invece Guillermo Ochoa, l’unico giocatore insieme a Messi e CR7 a star disputando il sesto Mondiale della sua carriera.
Anche lui è stato convocato principalmente per la sua leadership e le sue doti da uomo-spogliatoio. A quasi quarantuno anni, infatti, non difenderà più lui i pali del Messico da titolare.
Il record di portiere più “longevo” di questa edizione della Coppa del Mondo però va allo scozzese Craig Gordon, che è il giocatore più anziano di tutto il torneo con i suoi 43 anni.
Nell’esordio della Scozia contro Haiti ha lasciato spazio al collega Gunn ma vista la sua costante presenza tra i pali nelle amichevoli di preparazione, non è da escludere che Gordon sia pronto a battere un altro storico record disputando qualche partita in questo torneo.

Di certo, per chi di ruolo fa il portiere forse è più facile battere i limiti dell’età.
Andatelo a dire a Luka Modric, 40 anni suonati, padrone indiscusso del centrocampo della Croazia che ancora le manda a dire alle squadre di mezzo mondo.
Il capitano dei croati, che in carriera ha vinto tutto a livello di club, sogna ancora un grande trofeo con la sua Nazionale e insegna a tutti che l’età è solo un numero, grazie alle sue giocate degne del più giovane dei talenti.
Nonostante sia stato tormentato dagli infortuni proprio in occasione dei playoff che hanno portato la Bosnia ai Mondiali, Edin Dzeko non si sarebbe perso questo torneo per nulla al mondo.
Quarant’anni anche per lui e una carriera lunga e varia per il capitano della Bosnia-Erzegovina, che si è limitato a guardare l’esordio dalla panchina mentre ancora lotta contro i problemi fisici.
Non sarà un protagonista sul campo ma l’ex Roma è uno dei pilastri dello spogliatoio della Bosnia, che ha permesso di fare l’impresa contro l’Italia.

Infine, non si può non citare lui, l’uomo dei record, il grande assente nell’albo d’oro della Coppa del Mondo: Cristiano Ronaldo.
Con due anni in più sulle spalle rispetto al rivale Messi, CR7 è a caccia dell’unica impresa che gli manca in carriera e in cui al momento l’argentino gli è davanti: conquistare una Coppa del Mondo. Uniti nel ricordo di Diogo Jota, i portoghesi cercano in Ronaldo la guida esperta di cui hanno bisogno per puntare ad un Mondiale che non sembra irraggiungibile.
Federica Vitali

