Dalla Lazio alla Juventus, passando per l’Udinese: il ricordo di un centrocampista prezioso per una generazione di calcio ormai lontana.
Giuliano Giannichedda nasce a Pontecorvo il 21 settembre del 1974, la sua carriera ha inizio nel 1992 nel Sora. Successivamente esordisce in Serie A con l’Udinese nel 1995.
Nell’estate del 2001 Giuliano Giannichedda approda alla Lazio insieme a Stefano Fiore. In maglia biancoceleste debutta l’8 settembre in Serie A contro il Perugia e, nel corso della sua prima stagione, conquista progressivamente spazio nel centrocampo laziale, arrivando anche a esordire in Champions League.
Qui, con la guida di Roberto Mancini, diventa una presenza importante della squadra, distinguendosi soprattutto per il lavoro di interdizione e per la capacità di recuperare palloni. Nel 2002-2003 contribuisce al cammino della Lazio fino alle semifinali di Coppa UEFA e Coppa Italia.
La stagione successiva arriva invece il successo in Coppa Italia, con Giannichedda protagonista nelle due finali contro la Juventus. Nello stesso campionato realizza anche il suo unico gol con la maglia biancoceleste, decisivo nella vittoria per 2-1 sul campo del Perugia.
Giuliano Giannichedda rimarrà un punto di riferimento per la Lazio anche nelle stagioni più complicate, segnate da difficoltà societarie e diversi cambi in panchina. Nel 2004-2005 disputa la finale di Supercoppa italiana contro il Milan e, in alcune occasioni, viene impiegato anche come difensore centrale. Dopo oltre cento presenze in campionato, nell’estate del 2005 lascia Roma per trasferirsi alla Juventus.
L’esperienza in bianconero è condizionata dagli infortuni e dal poco spazio a disposizione. Nel 2006, con lo scandalo Calciopoli e la conseguente retrocessione della Juventus in Serie B, Giannichedda sceglie comunque di restare a Torino. Contribuisce così alla pronta risalita della squadra in Serie A nella stagione successiva.
Nel 2007 si trasferisce al Livorno, ma l’esperienza in Toscana è caratterizzata da poche presenze. Dopo lo svincolo, tenta un’ultima esperienza con il Pisa nel 2008, senza però riuscire a trovare un accordo. È l’ultimo capitolo di una carriera costruita sulla continuità, sulla grinta e sul lavoro al servizio della squadra.
Nel 2010 ottiene l’abilitazione ad allenatore professionista, Giuliano si mette a disposizione in un ruolo diverso ma ancora più importante. Dal 2019 svolge il ruolo di selezionatore per la Rappresentativa Serie D, guidandola in due occasioni tra le migliori otto formazioni della Viareggio Cup. Dal 2019 al 2023 è stato, inoltre, tecnico della Rappresentativa Under 18 della LND, ambiente che ha ritrovato dopo l’esperienza fortunata con le selezioni juniores e allievi del Comitato Regionale Lazio.
Ci sono calciatori che restano nella memoria per i gol, altri per le giocate impossibili, altri ancora per un gesto destinato a diventare un’immagine. E poi ci sono quelli che ricordiamo per la sensazione che lasciavano quando erano in campo: la certezza che, da qualche parte, ci fosse qualcuno pronto a correre, recuperare, chiudere uno spazio e fare la cosa giusta. Giuliano Giannichedda apparteneva a quest’ultima categoria. Un mediano vecchio stampo, figlio di un calcio nel quale il lavoro sporco aveva ancora il suo fascino e nel quale una partita poteva essere vinta anche da chi finiva novanta minuti senza finire quasi mai nei titoli.



