Fabio Pecchia, eleganza e geometrie

Dalla passione degli inizi alle grandi notti con la Juventus: il viaggio nella carriera di un centrocampista che fece della semplicità la sua forza.

0
121
Fabio Pecchia
*foto presa dal profilo Instagram di Fabio Pecchia*

Dalla passione degli inizi alle grandi notti con la Juventus: il viaggio nella carriera di un centrocampista che fece della semplicità la sua forza.

Fabio Pecchia nasce a Formia il 24 agosto del 1973, cresce nelle giovanili dell’Avellino mostrando, fin da subito, tutte le sue doti. Il suo gioco viene notato dal Napoli che decide di prenderlo in squadra nel 1993.

Con gli azzurri Pecchia trova subito spazio e diventa uno dei centrocampisti più interessanti della squadra. Debutta in Serie A il 29 agosto 1993: a 20 anni diviene il perno del centrocampo azzurro, qui emerge il suo ruolo come regista e uomo d’ordine del centrocampo.

Fabio legge subito il gioco e riesce ad inserirsi rapidamente negli spazi. Per il Napoli è un elemento prezioso capace di smuovere le partite, qui vivrà anni importanti che segneranno la sua carriera. In azzurro colleziona oltre cento presenze complessive e diventa uno dei volti del Napoli degli anni Novanta

Nonostante il suo forte legame alla maglia, verrà ceduto per esigenze di bilancio.
Nel 1997 Fabio Pecchia viene quindi acquistato, dalla Juventus di Marcello Lippi una squadra piena di campioni nella quale riesce comunque a ritagliarsi il suo spazio. Il suo debutto con la Juventus arriva il 23 agosto 1997 nella finale di Supercoppa italiana contro il Vicenza, dove entra al posto di Zidane: la vittoria del match gli regala il primo titolo della sua carriera.

Con i bianconeri totalizza 21 presenze e un gol nel campionato 1997-1998, pur facendo parte delle seconde linee, Pecchia ha voglia di giocare con più continuità e chiede di essere ceduto nell’estate del 1998.

Viene ceduto alla Sampdoria per il campionato successivo, prima in compartecipazione e poi a titolo definitivo. Seguono le parentesi al Torino (1999-2000) e il ritorno al Napoli (2000-2001): una tripla esperienza amara, chiusa in tutti e tre i casi con la retrocessione in Serie B.

Torna nella massima serie nella stagione 2001-2002 con la maglia del Bologna, collezionando 33 presenze e 5 reti. L’anno seguente si trasferisce al neopromosso Como (2002-2003), dove mette a segno 6 gol che non bastano a evitare la discesa in serie cadetta.

Chiude la sua carriera nel 2009 con un bilancio complessivo di 446 presenze e 50 reti.

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Fabio Pecchia intraprende rapidamente la carriera da tecnico. Un passaggio quasi naturale per un giocatore che aveva sempre avuto nella lettura del gioco e nella tattica alcune delle sue caratteristiche principali.

Nel giugno 2013 diventa allenatore in seconda di Rafa Benítez al Napoli, esperienza fondamentale per la sua formazione. Il lavoro accanto a un tecnico internazionale gli permette di conoscere da vicino metodologie, preparazione tattica e gestione di una grande squadra.

Nell’estate 2015 segue Benítez al Real Madrid, anche qui con il ruolo di vice, lo segue anche nel marzo 2016 come vice al Newcastle Utd. Nel 2016 arriva la prima esperienza da allenatore principale in Serie B, con il Verona. Al termine della stagione conquista la promozione in Serie A.

Dopo altre esperienze, Pecchia trova una delle sue consacrazioni alla Cremonese: nella stagione 2021-22 porta i grigiorossi alla promozione in Serie A, realizzando una delle imprese più importanti della sua carriera da tecnico.

Successivamente arriva al Parma, dove costruisce una squadra capace di tornare protagonista. Nella stagione 2023-24 conquista la promozione in Serie A e il titolo di campione della Serie B.
Fabio Pecchia ha dimostrato che il talento è solo il punto di partenza: il vero motore è la resilienza. Dopo oltre 400 presenze da calciatore e una seconda vita vissuta da protagonista in panchina, “L’Avvocato” continua a firmare la sua personale idea di calcio, fatta di lavoro, idee e capacità di vincere le sfide più complesse.