
Sevilla. Villareal. Aston Villa.
Con queste tre squadre di caratura internazionale, Unai Emery diventa di nuovo campione d’Europa League con l’Aston Villa.
Alla guida dei Villans dal 2022, l’allenatore spagnolo ha riportato all’ombra del Villa Park un trofeo europeo che mancava dal 1982.
L’Aston Villa vince l’Europa League dopo aver dominato per 3-0 la finale contro il Friburgo. La squadra rivelazione della competizione, però, non ha potuto fare nulla contro lo strapotere inglese.
In campo, al Besiktas Park di Istanbul, dopo 44 anni dalla storica Coppa dei Campioni del 1982 e la Supercoppa UEFA, è andato in scena la netta vittoria con gol di Youri Tielemans, raddoppio di Emiliano Beundia e chiusura di Morgan Rogers.
Il successo, però, è tutto merito del tecnico spagnolo, classe ‘71, arrivato a Birmingham per portare vittorie e qualche successo, ad una squadra che al suo arrivo era quattordicesima e a solo 3 punti sopra la zona retrocessione. Da allora, qualificati per la Champions League e una novità esaltante tra le prime posizioni della Premier.
Ed Emery ci è riuscito con la sua specialità: l’Europa League.
Ha infatti vinto il trofeo già quattro volte. La prima col Siviglia nel 2014, nel 2015 e nel 2016. L’ultima con il Villareal nel 2021.
Emery, però, oltre ad aver portato un prestigioso trofeo nella bacheca di vetro, ha regalato ai tifosi una qualificazione alla prossima Champions League. Incredibilmente poetico per una squadra che appena otto anni fa giocava in Championship (la nostra Serie B) e che ora si prepara alla parata dell’anno come in un sogno d’inizio estate. O come in una favola.
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E nella migliore delle favole, non può non mancare un principe.
Già, perché tra i 10.000 sostenitori arrivati a Istanbul, c’era anche il principe di Galles, William. L’erede al trono del Regno Unito — che è nato incredibilmente 26 giorni dopo la vittoria della Coppa dei Campioni — non ha esitato a raggiungere la Turchia per seguire la sua squadra del cuore. Ed ha postato foto e video sui propri canali social.
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Come ha riferito la moglie, la principessa di Galles, Catherine:
“George, Charlotte e Louis sono tutti autorizzati a guardare le partite di calcio con il loro papà, anche se significa rimanere alzati oltre i loro rispettivi orari di andare a letto. Fanno tutti così tanto rumore, persino Louis.”
E a parlare del principe, ci ha pensato anche il capitano, lo scozzese John McGinn:
“È un piacere averlo come tifoso,” ha detto il centrocampista. “Era nello spogliatoio prima della partita. È un grandissimo tifoso del Villa, quindi non poteva certo mancare. Ma è anche una persona normale: ora può bere qualcosa con noi e magari tirare fuori la sua carta di credito a fine serata…”
Ma da dove nasce la passione del principe per una squadra a metà classifica, con zero titoli dal 1988 al 2016, anno di una disastrosa retrocessione?
“Molto tempo fa, ai tempi della scuola, mi sono appassionato moltissimo al calcio. Cercavo una squadra per cui tifare. Tutti i miei amici erano tifosi del Manchester United o del Chelsea e io non volevo tifare per una squadra qualunque. Volevo una squadra di metà classifica che mi regalasse momenti di emozioni più intense”.
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Queste le indiscrezioni rilasciata alla BBC una decina d’anni fa.
“L’Aston Villa ha sempre avuto una grande storia. Ho degli amici che tifano per l’Aston Villa e una delle prime partite di FA Cup a cui ho assistito è stata Bolton contro Aston Villa nel 2000. Purtroppo, il Villa perse poi contro il Chelsea in finale. È stato fantastico, mi sono seduto con tutti i fan con il mio berretto rosso. Ero con tutti i tifosi di Birmingham e mi sono divertito un mondo. Era l’atmosfera, il cameratismo, e sentivo davvero di poter entrare in sintonia con qualcuno”.
E proprio con la retrocessione, ha dichiarato di essere diventato ancora più tifoso.
Forse è proprio così che vanno le favole più belle: nessuno è troppo importante per restare a guardare, e nessuno è troppo piccolo per non poter sognare.
ROSARIA PICALE


