
C’eravamo tanto amati.
Sì, è il titolo di un celebre film del 1974, eppure, sembra calzare perfettamente per l’addio di Claudio Ranieri come ‘senior advisor’ dei Friedkin.
Dopo solo 10 mesi in questo nuovo ruolo per l’ex allenatore (tra gli altri del Leicester campione a sorpresa nel 2016, Sampdoria e Roma), “Sir Claudio” saluta la Roma dopo aver salvato il lavoro della scorsa stagione e aver provato, per amore del club, a riportare la squadra in Champions League in quel ruolo inedito che gli era stato affidato.
“L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato. Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma. Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi.”
Queste le parole del comunicato ufficiale. Inoltre, le parole tracciano anche la linea del futuro, sempre più lontano dall’uomo che l’ha “salvata” più volte, e più vicina all’attuale allenatore Gasperini.
L’ha tanto amata e tanto continuerà ad amare. Ma da tifoso, quello che è sempre stato. In fondo, lo deve anche alla sua nascita.
È nato a Testaccio, 20° rione della capitale, e ha iniziato a giocare nell’oratorio di San Saba e il 4 novembre 1973, a 22 anni, esordisce in un Genoa-Roma. Squadra del cuore con cui, però, avrà solo 6 presenze.
Tuttavia, l’amore per i colori giallorossi non l’ha mai lasciato. E anche se c’è una parte della tifoseria che appoggia Gasperini (contestando una situazione sospesa tra ambizione e incompiutezza), c’è un’altra parte che non vuole andare contro “Sor Claudio”.
Ad una domanda posta qualche anno se fosse sempre romanista, rispose così: “Sono un professionista serio. Mentre alleno una squadra, la mia fede è quella. Ma il bambino che è in me non può tradire quello che è sempre stato.”
Nel novembre del 2024, alla terza chiamata sulla panchina giallorossa, disse che era tornato “alla Roma perché non si può dire di no”.
Da lì, da un club più vicino alla retrocessione che all’Europa, riuscì a giocarsi il quarto posto.
Da giugno 2025 il ruolo da Senior Advisor del club, nonostante il presidente Friedkin avrebbe voluto che fosse ancora l’allenatore. Ma niente da fare.
Così è nata la sua nuova (e breve) vita da dirigente: la scelta dell’allenatore Gasperini e del nuovo Direttore Sportivo, Frederic Massara.
Una convivenza, però, che si è rivelata complessa, nonostante sia nata sotto le migliori intenzioni. Poi le prime crepe, già durante il mercato estivo: trattative rallentate, obiettivi mancati e il rapporto mai decollato con l’allenatore.
“Era antipatico anche a me, è la prima cosa che gli ho detto: ai tifosi della Roma sei antipatico”, disse Ranieri facendo scoppiare la risata di tutti i presenti il giorno della presentazione dell’ex allenatore dell’Atalanta. “Ma tra i tanti nomi ho fatto il suo nome perché è un allenatore che si vuole migliorare e che non gli sta mai bene niente, questo serve a Roma per diventare grande, gli offriamo un anno per farsi capire e io sarò un amico e quando gli servirà qualcosa ci sarò”.
Lo stesso copione del mercato estivo, però, si è ripetuto in inverno, tra nuovi ritardi sul mercato e tensioni mai risolte. Nel mezzo, una prima parte di stagione che aveva riacceso l’entusiasmo della Roma, capace di guardare tutti gli altri dall’alto per alcune giornate.
Forse era scritto che finisse così.
Claudio Ranieri ha rimesso la Roma sulla carreggiata quando nessuno ci avrebbe scommesso. Poi ha provato a farne una squadra da Champions anche da dietro una scrivania.
Non è riuscito, pazienza.
La Roma va avanti. E lui torna a fare il tifoso. Quello che, in fondo, non ha mai smesso di essere.
C’eravamo tanto amati. E forse, per chi ama davvero, non finisce mai.
Rosaria Picale


