“Caro Antonio ti scrivo…”. L’addio di Conte al Napoli

L'addio di Conte e l'ingresso diretto nella storia di Napoli. La riconoscenza e l'amore di una giornalista dal cuore azzurro

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immagine del profilo ufficiale ssc Napoli

Caro Mister,
Come stai oggi? Intendo, dopo ieri… Sai, il famoso “The day after”.

Un po’ come il 24 maggio del 2025, la mattina del giorno dopo in cui hai vinto e fatto vincere al Napoli il quarto scudetto (sì, casomai lo avessi per un secondo dimenticato, sei nella storia e là resti!)

Dicevo, oggi siamo all’altro “The day after”, esattamente un anno dopo, ora più, ora meno.

Il giorno dopo la tua ultima panchina azzurra. No no, non nerazzurra. Azzurra proprio, come il colore del cielo sopra Partenope.

Come ti senti? Triste, rammaricato, stanco, confuso? Sei ingrassato per caso, in questi due anni???

Noooo, stai na bellezza Mister, anche se sappiamo quanto sia buono il cibo da noi e quante mani sapienti lo abbiano preparato per te e per la squadra, in questi due anni.

Vabbè, dicevamo: come ti senti? Solo tu lo sai.

È stato bello, Mister. È stato grande. Ma quanta fatica!

Due anni tosti assai, ti capisco. Poi radicarsi non è mica valido per tutti. I cambiamenti sono segno di elasticità mentale, equilibrio tra vita privata e ambito professionale, predisposizione innata al “nuovo”.

Due anni Antò, due.

Non sono tanti ma secondo me ti hanno permesso di fare una valigia pesante assai, da portare ovunque andrai in futuro.

Lo sai? Una persona a me cara ti adora. Per due anni mi ha invidiata perché lei è bianconera certificata e tu eri e sei “l’amore suo”.
E sai che ti dico? La capisco.

Da tifose, sebbene di squadre diverse, noi mettiamo in gioco tutto, soprattutto cuore e fegato.

Il primo perché batte e si sbatte assai ad ogni partita, facendoci emozionare.

Il secondo perché si contorce ad ogni aspetto negativo di ogni partita e che purtroppo, abbiamo dovuto salvaguardare quest’anno ogni volta che abbiamo visto cadere per gli infortuni i nostri giocatori, come le faccine del gioco “Indovina chi?”.

Ogni infortunio, una crocetta sul fegato.

Poi non è che abbiamo proprio brillato, eh?!

Undici punti dietro l’Inter, sono quasi quattro partite sbagliate. E lo sappiamo quali sono: quelle stregate dall’inizio, quelle non riacciuffate, quelle in cui siamo stati piatti come una tavola da surf o come quella pancia che sogno e che non avrò mai!

No no, della Champions non parlo. Hanno già detto tutto gli altri.

Io qua ti voglio dire l’ennesimo ma non scontato GRAZIE.

Perché dopo l’annus horribilis post terzo scudetto, ci volevi tu e soltanto tu.

Perché hai fatto il tuo dovere, perché sei entrato nella storia di questa città e del Napoli, perché ci voleva lo scossone prestigioso e chi più scossone e più prestigioso di te, avrebbe potuto fare il Temistocle della situazione e rimettere in piedi Napoli come una novella Atene.

E lo hai fatto, altroché se lo hai fatto!

E se qualcosa è andato storto, sei umano, Mister, come lo siamo noi.

Che farai da domani? Non credo tu sia uno da stivaloni e campagna, come sostenne un altro illustre tuo collega.

Nel mentre che tu lo scopra, compra un set nuovo di valigie, bello solido e capiente perché dentro ci andrà tutto l’ammore partenopeo che ti ha sicuramente dato la spinta per farci gioire per uno scudetto, una Supercoppa e perché no, pure un posticino da vice campioni d’Italia.

Grazie Antò, grazie assaje.

A Napoli da quasi trent’anni abbiamo una soap famosissima, “Un posto al sole”. La conosci, vè? Da domani a sempre, io ne sono certa, ci sarà un posto al sole pure per te.
Pigliatillo, te lo sei meritato.

Buona fortuna!

Simona Cannaò